Riparte un’opera attesa da anni nel territorio ibleo. L’ASP di Ragusa ha dato il via libera definitivo ai lavori per la realizzazione del Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di Pozzallo, con l’adozione della delibera n. 907 del 24 aprile. Un passaggio decisivo che consente di riavviare il cantiere dopo lo stop seguito alla risoluzione del […]
PERCHE’ NO ALLO SPAZIO VUOTO SUL NOSTRO GIORNALE
27 Set 2012 15:08
La federazione della stampa ha proposto a tutte le testate di lasciare uno spazio vuoto in segno di solidarietà con il direttore Sallusti condannato a 14 mesi di reclusione per “responsabilità oggettiva” rispetto a un articolo pubblicato da un giornalista coperto da pseudonimo e quindi non perseguibile per avere dato una notizia palesemente falsa e lesiva dell’onorabilità di un cittadino che svolgeva la funzione di magistrato.
Noi pur condividendo l’eccessiva durezza della pena detentiva in casi di questo tipo abbiamo deciso di non seguire l’invito per una serie di ragioni che cerchiamo di spiegare:
1) Il nostro sistema giudiziario prevede una serie di norme che permettono al condannato di evitare la reclusione in carcere per reati non gravi come in questo caso, la rinuncia (non sappiamo se definitiva o meno) di Sallusti ad avvalersi di questi istituti previsti dalla normativa costituiscono una chiara espressione ideologica che poco ha a che vedere con la durezza della condanna e tendono a drammatizzare la situazione con un chiaro intento di forzare la mano al legislatore: non riteniamo corretto inveire contro la durezza del sistema giudiziario e ignorare gli istituti che il sistema stesso prevede a mitigazione di tale durezza;
2) L’equilibrio tra la libertà di espressione a mezzo stampa e l’onorabilità di un cittadino è un equilibrio delicato e anche se condividiamo che si debba rivedere il complesso delle sanzioni per quanto riguarda le pene detentive, non riteniamo nè utile nè conducente che questo avvenga in un clima di drammatizzazione come quello che sta montando a seguito di questa vicenda: non vorremmo che sull’onda della pressione “corporativa” degli organi di informazione si passasse da un eccesso di sanzione a un eccesso di “clemenza” verso azioni che possono gravemente incidere sulla vita di ogni cittadino;
3) Non riteniamo utile, come da più parti richiesto, che le sanzioni per casi del genere siano esclusivamente pecuniarie: il diritto all’onorabilità dei cittadini va “difeso” e non solo “risarcita” la sua lesione.
© Riproduzione riservata