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Per il Decreto Flussi Ragusa tra le prefetture più “efficienti”: ma il sistema resta una lotteria
20 Apr 2026 15:15
Il sistema del Decreto Flussi continua a mostrare profonde criticità in tutta Italia, ma con differenze territoriali marcate. È quanto emerge dall’analisi della campagna Ero straniero, che ha pubblicato un approfondimento sui dati aggiornati a fine 2025.
A livello nazionale, a fronte di 146.850 ingressi programmati nel 2024, risultano appena 24.858 permessi di soggiorno in via di rilascio: un tasso di successo del 16,9%. In pratica, solo circa 17 lavoratori su 100 riescono effettivamente a entrare in Italia con un contratto regolare.
Ragusa tra le prime in Italia: ma il sistema resta fragile
In questo quadro critico, Ragusa emerge tra le prefetture più “efficienti”, rientrando tra le prime dieci a livello nazionale insieme a realtà come Verona, Milano e Bari.
Il dato è significativo: il 60% dei permessi di soggiorno rilasciati si concentra infatti in appena 20 prefetture, segno evidente di un sistema che funziona a macchia di leopardo.
Tuttavia, anche nei territori più “virtuosi” come Ragusa, i numeri restano lontani dalle aspettative. La procedura continua a disperdere una grande quantità di domande lungo il percorso burocratico, tra ritardi, rinunce e pratiche mai concluse.
Il paradosso delle grandi città: numeri bassissimi
Il confronto con le grandi aree urbane rende ancora più evidente il problema. A Roma, nel 2024, su oltre 33 mila domande e 6.814 quote disponibili, i permessi di soggiorno in via di rilascio sono stati appena 85.
A Napoli, su oltre 120 mila richieste, si contano 269 permessi.
Diversa la situazione a Milano, dove su 36 mila domande si registrano 940 permessi, numeri comunque lontani dal fabbisogno reale.
Tre città, la stessa normativa, risultati completamente diversi: è quella che gli analisti definiscono ormai una vera e propria “lotteria amministrativa”.
Disuguaglianze anche nella stessa regione
Le differenze non riguardano solo il confronto tra Nord e Sud, ma emergono anche all’interno delle stesse regioni. Nel Lazio, ad esempio, Roma concentra quasi la metà delle domande ma produce solo il 7% dei permessi, mentre Latina, con meno richieste, supera il 70% dei rilasci regionali, soprattutto grazie al lavoro stagionale.
Un dato che evidenzia come l’efficienza amministrativa e l’organizzazione degli uffici incidano in maniera decisiva sugli esiti finali.
Un sistema che non regge: tra carenze e ritardi
Secondo la campagna Ero straniero, il problema non è solo normativo ma strutturale. Le prefetture, le questure e le rappresentanze consolari all’estero operano spesso in condizioni di carenza di personale e con carichi di lavoro elevatissimi.
Il risultato è un sistema che non riesce a trasformare le quote previste in ingressi reali, lasciando migliaia di lavoratori in attesa e aumentando il rischio di irregolarità e sfruttamento.
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