Cimitero Modica: oggi è il giorno del tavolo tecnico, adesso si punta ai fondi post ciclone

È il giorno atteso da anni. Stasera alle ore 19, nel Gabinetto del Sindaco di Modica, si riunisce per la prima volta il tavolo tecnico dedicato al cimitero storico, un passaggio ritenuto decisivo per affrontare una delle criticità più dolorose e irrisolte della città.

L’incontro, fortemente voluto dal Comitato pro cimitero storico, metterà attorno allo stesso tavolo istituzioni locali e rappresentanti regionali: la sindaca Maria Monisteri, l’assessore ai servizi cimiteriali Saro Viola, la presidente del Consiglio comunale Mariacristina Minardo e la deputazione regionale iblea.

Al centro del confronto, la necessità di reperire risorse economiche per intervenire sulle gravi condizioni strutturali di numerose edicole funerarie, chiuse o transennate da oltre 13 anni per rischio crolli. Una situazione che negli ultimi mesi si è ulteriormente aggravata anche a causa degli effetti del ciclone “Harry”, rendendo ancora più urgente un intervento complessivo.

Proprio da qui nasce una delle ipotesi più concrete: utilizzare fondi regionali ed europei legati ai danni provocati dal maltempo, canalizzando risorse straordinarie per restituire sicurezza e decoro al cimitero. L’Ufficio tecnico comunale ha già predisposto una dettagliata stima degli interventi necessari, passaggio fondamentale per avviare qualsiasi richiesta di finanziamento presso l’assessorato regionale alle Infrastrutture guidato da Alessandro Aricò.

Il tavolo tecnico rappresenta dunque un punto di svolta, non solo dal punto di vista amministrativo ma anche simbolico. Il tema del cimitero, infatti, va oltre la dimensione urbanistica: riguarda la memoria collettiva, il rispetto per i defunti e il diritto delle famiglie a vivere il lutto senza ostacoli.

È proprio su questo aspetto che insiste il Comitato, sottolineando come la chiusura di intere aree abbia generato negli anni un profondo disagio umano, impedendo a molti cittadini di accedere ai luoghi dove riposano i propri cari. Un problema che si traduce non solo in mancanza di decoro, ma in una ferita emotiva ancora aperta.

L’obiettivo, ora, è trasformare l’unità d’intenti mostrata da istituzioni e deputazione in risultati concreti, superando ritardi e responsabilità del passato.

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