PDL BERLUSCONI E STRATEGIE POLITICHE

Le cronache di tutti i giornali sono ricolme di ogni possibile novità inerente il Popolo delle Libertà, le strategie politiche, il ruolo di Berlusconi, le primarie, la scelta del candidato premier, il ruolo del segretario (pardon, del coordinatore). In effetti non si discute del partito ma della sua estinzione.

Molto probabilmente, già dalla prossima primavera, se si trovasse per strada o su una spiaggia qualche essere vivente notoriamente vicino al Popolo delle Libertà, o meglio ancora, ufficialmente iscritto, occorrerà chiamare subito un Centro per la Protezione faunistica, come si fa per ogni razza in via di estinzione.

Berlusconi vuole ricostituire Forza Italia, o, comunque, una altra formazione politica per eliminare indesiderati e poco graditi, quelli che una volta appartenevano alla specie cosiddetta dei ‘missini’, poi classificata come ‘aennini’, poi ancora, per evitare i diminuitivi che inficiavano l’immagine di ‘uomo forte al potere’, ‘componente di destra del popolo delle Libertà’, sono costretti a farsi un partito in fretta e furia, tutti quelli che non saranno di nuovo accolti nei salotti di Berlusconi e quelli che non vorranno sedersi in un partito di ‘ex fascisti’, vagheranno da destra a sinistra, in cerca disperata di una nuova casa. Si salveranno solo quelli che, sono assai pochi, che potranno avere una risorsa di voti, non si sa come, ingente e inalterata, cosa che gli fornirà un valido e sicuro lasciapassare anche per i salotti riservati di Berlusconi.

Tutto questo per andare a incrementare le fila di tutti i partitini e i movimenti che navigano dal 5 al 10 % dei consensi, dato non fantasioso ma estrapolato dalla semplice divisione numerica delle forze, ormai, da tempo, monitorate dai sondaggi.

Il fenomeno è frutto dell’attuale situazione politico sociale che domina la scena in Italia.

Nessuno si sogna di interferire in scelte e strategie politiche che, inderogabilmente, sono riservate ai professionisti della politica,  non ci si permette nemmeno di azzardare la critica per lo stato di perenne indecisione sulle posizioni da assumere, tutti sono attaccati alla giacca della mamma o del papà, qualcuno piange, qualcuno declina la testa e si addormenta. Si auspica solo che resti in vita qualcosa della destra o del centro destra per evitare che si possa instaurare una maggioranza così schiacciante da costituire limitazioni alle basilari norme delle regole democratiche, ancorchè la maggioranza ‘bulgara’ venga fuori dalla espressione democratica del popolo.  

Anche per non lasciare senza lavoro i cronisti e i commentatori politici, soprattutto in un periodo di profonda crisi occupazionale: vedi il caso della Regione Siciliana, dove i presupposti per un rinnovamento della politica ci sono tutti, come auspicato da moltissimi, ma ci sarà pur sempre da scrivere, per molto tempo ancora.

In questa situazione viene spontaneo chiedersi cosa avviene nella nostra provincia e nella nostra città. A contare bene sono forse più quelli che se ne sono andati dal partito, o comunque sono in una posizione defilata, che quelli che ancora tengono il distintivo sul bavero della giacca.

Ancora di meno quelli che hanno le idee chiare sul ruolo da assumere, a cominciare dalle prossime elezioni comunali, e dire che in una situazione di tale abbandono diminuisce il numero di voti necessari per la scalata.

Capisco che sono ormai un ricordo gli oceanici raduno al palazzetto dello sport, oggetto di sbiadite fotografie le visite del segretario (ops ! sbaglio ancora !), del coordinatore nazionale, forse oggi le riunioni si potrebbero organizzare nella sala dell’Hotel Montreal, ma dove sono andati a finire i giovani virgulti che dovevano perpetuare la nomenclatura liberista di inizio secolo ?, dove sono i rampolli che in improbabili grisaglie sartoriali rassicuravano sul futuro del nostro paese ? Dove sono i fautori e i simpatizzanti di purghe ed epurazioni ?

Assordante il silenzio dei parlamentari locali in merito alle scelte che si faranno, senza dire che le elezioni sono più vicine di quanto si pensi. Nessuna chiara presa di posizione nei confronti delle primarie, giuste o sbagliate che siano. Per restare alla Sicilia ci sono dodici deputati e almeno tre o quattro leader grossi, tutti parlano ma non si capisce di cosa parlano, non si sa se sono a favore di Berlusconi o parteggiano per i rottamatori, non sintomo ma chiara diagnosi della totale subordinazione al laeder maximo, senza cui, appunto, la razza andrà in estinzione.

Che risate, se qualcuno si azzardasse a parlare di candidature a Sindaco !

 

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