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Otto anni di terrore in condominio a Ragusa: rifiuti ed escrementi dai balconi, ora il confronto anche con il Comune
05 Feb 2026 06:48
RAGUSA – Una vicenda di convivenza impossibile quella che da circa otto anni tormenta i condomini di uno stabile in via Gattamelata, nella zona residenziale di Pianetti a Ragusa. Sette famiglie vivono in uno stato di costante tensione a causa del comportamento di una vicina di casa quasi sessantenne, descritta dagli stessi residenti come molesta, aggressiva e a tratti violenta.
La situazione, segnalata più volte alle forze dell’ordine e alle istituzioni locali, ha attirato anche l’attenzione dei media nazionali. Il programma “La Vita in Diretta” di Rai Uno, condotto da Alberto Matano, si è occupato del caso più volte nelle ultime settimane, tornando nuovamente in collegamento per raccontare una vicenda che continua a far discutere e che, nonostante gli anni trascorsi, resta senza una soluzione definitiva.
Comportamenti gravissimi: rifiuti, liquidi, escrementi e rumori molesti
Secondo le testimonianze dei condomini, la donna sarebbe solita gettare dal proprio balcone verso quelli dei vicini materiali di ogni tipo, dalla lettiera del gatto all’olio, dalla marmellata alla passata di pomodoro, fino ad escrementi e altri rifiuti, costringendo i residenti a pulire quotidianamente pareti e spazi esterni.
Non mancano rumori molesti e musica ad alto volume, oltre a episodi di aggressività verbale e fisica, tanto che una condomina ha raccontato di essere stata costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso dopo un’aggressione subita all’interno del palazzo.
Denunce, assistenza sociale e un vuoto istituzionale
I condomini raccontano di aver presentato numerose denunce nel corso degli anni e di aver più volte richiesto l’intervento di polizia, carabinieri e vigili urbani, che conoscono bene la vicenda per i tanti sopralluoghi effettuati. Tuttavia, la situazione non ha mai trovato una soluzione concreta.
Negli anni scorsi, hanno raccontato i vicini in diretta tv, alla donna sarebbe stato anche applicato un trattamento sanitario obbligatorio, ma, una volta rientrata in casa, i comportamenti molesti sarebbero ripresi. Secondo quanto emerso, la donna sarebbe in possesso di un referto medico che attesterebbe l’assenza di problemi psichici tali da giustificare interventi coercitivi, circostanza che ha finora limitato il raggio d’azione delle istituzioni.
La disperazione dei condomini: «Non vogliamo andar via da casa nostra»
I residenti vivono quotidianamente con la paura che la situazione possa degenerare ulteriormente, soprattutto per la presenza di bambini e anziani nello stabile. A qualcuno è stato persino suggerito di vendere e cambiare casa, ma la risposta dei condomini è netta: «Perché dovremmo andare via noi dalla nostra casa?». Una domanda che racchiude tutto il senso di frustrazione per una vicenda che dura da troppo tempo.
Le novità: incontro al Comune di Ragusa
Nelle ultime ore, però, si registra una novità. Nelle ultime ore si è tenuto un incontro negli uffici dei Servizi sociali del Comune di Ragusa, sul caso del condominio di via Gattamelata. A ricevere i residenti è stata l’assessore ai Servizi sociali Elvira Adamo.
All’incontro hanno partecipato Letizia, la condomina del primo piano che più degli altri subisce i disagi, accompagnata dall’amministratrice di condominio, che ha esposto le criticità vissute da tutte e sette le famiglie residenti nello stabile.
Un incontro definito proficuo. a fine incontro, anche perché l’assessore ha compreso il disagio e ha promesso che farà quanto è nelle sue possibilità, pur se è potrà fare ben poco.
Nel corso degli anni sono state denunciate anche aggressioni fisiche ai danni della stessa Letizia e della signora Paola, la più anziana del palazzo, che per paura ha deciso di abbandonare l’appartamento e trasferirsi dal figlio, tornando solo raramente nella sua casa di via Gattamelata.
L’assessore Adamo, che in precedenza aveva sottolineato i limiti di intervento del Comune trattandosi di una persona adulta e capace di intendere e volere, ha comunque voluto ascoltare direttamente i residenti. E la Adamo tenterà di avviare un dialogo con la condomina molesta, la quale più volte si è invece difesa dalle accuse sostenendo che si tratta di esagerazione.
Un caso che continua a dividere e preoccupare
La vicenda di via Gattamelata, oltre ad affiancarsi a episodi simili come quello dell’anziano fracassone di Scicli, continua a rappresentare un caso di cronaca e di conflitto sociale che solleva interrogativi sulle possibilità di intervento delle istituzioni nella gestione di problemi di convivenza così radicati e dolorosi.
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