“NUTRIRE IL PIANETA PARTENDO DA RAGUSA”

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Alimentazione, gusto, eccellenze. Si è conclusa questa mattina la due giorni “Nutrire il pianeta… partendo da qui”, iniziativa ambiziosa organizzata nella suggestiva cornice dell’Antico convento dei Cappuccini di Ragusa Ibla. Il contenitore unico e filo conduttore è “Il Mediterraneo dei Gentili” che ha aperto gli appuntamenti sabato 25 gennaio con il convegno “Sud, grembo di culture, relazioni e sviluppo” ed è proseguito domenica 26 e lunedì 27.

“Si tratta di un’idea nuova – spiega Tonino Solarino, presidente della Fondazione San Giovanni Battista che ha organizzato l’evento – che riunisce le eccellenze del nostro territorio in un’ottica complessiva di Mediterraneo. Crediamo che sia questa una possibile strada per proiettare il nostro sud in una prospettiva di sviluppo. Questo è il contributo specifico che la scuola può e deve dare per valorizzare i prodotti ragusani e siciliani”.   

Tanti i produttori locali e gli esperti presenti all’Antico Convento, non solo per esporre e far gustare i prodotti agroalimentari del territorio, ma anche per spiegare ai tanti intervenuti l’importanza della qualità. Una pasta artigianale necessita un lavoro lento e sapiente, nonché l’utilizzo di materie eccellenti come un grano antico macinato a pietra. Produzioni che non fanno la differenza solo nel sapore, ma che garantiscono anche che l’alimento sia sano riducendo il rischio di allergie e intolleranze. Stesso discorso di qualità per la birra artigianale che sprigiona profumi e aromi che rimandano al coriandolo e al carrubo e che ci ricordano come il prodotto in questione non sia solo o esclusivamente “biondo, ghiacciato e con la schiuma”, come l’industria sembra volere imporre.

L’Antico convento in questa due giorni, invece, ha regalato stanze e atmosfere diverse. Una zona per assaporare il Ragusano Dop, un’altra per ascoltare il presidente dell’associazione nazionale assaggiatori di grappa parlare agli studenti della differenza tra bere e assaggiare, della riscoperta del piacere di assaporare con i sensi prima che con il palato e della prevenzione riguardo l’abuso di alcolici.

Nell’aula didattica diversi chef di grande esperienza e stellati si sono avvicendati in dimostrazioni di cucina, realizzando piatti particolari con prodotti locali, fornendo suggerimenti pratici e svelando qualche segreto culinario agli intervenuti.

“Il nostro sapere – svela Peppe Barone, chef e direttore della scuola di Alta Cucina “Nosco” – ha bisogno di essere trasmesso agli altri. Noi lo facciamo mediante i prodotti che presentiamo in tavola alle persone che vengono a trovarci e lo facciamo, soprattutto, con la scuola di cucina. Mi auguro che gli studenti che hanno ricevuto i primi diplomi sappiano essere testimoni della nostra cultura culinaria che è davvero preziosa e pregevole”. 

 

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