Nuova tragedia nel Mediterraneo: recuperati 10 corpi al largo di Malta

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Un’altra tragedia si è consumata nel Mediterraneo centrale, una delle rotte migratorie più pericolose al mondo. Dieci migranti hanno perso la vita dopo il ribaltamento di un’imbarcazione partita dalle coste della Libia e naufragata nelle acque maltesi, a circa 45 miglia a est dell’isola.
L’incidente è avvenuto nel pomeriggio di domenica 7 giugno. Secondo le prime ricostruzioni, sul barcone viaggiavano circa sessanta persone. Un peschereccio presente nella zona è riuscito a soccorrere e recuperare vive circa 48 persone, mentre una motovedetta della Guardia Costiera italiana, intervenuta su richiesta delle autorità maltesi, ha recuperato dieci cadaveri.
L’unità italiana si trovava già in mare per attività istituzionali ed è stata immediatamente dirottata nell’area del naufragio per collaborare alle operazioni di ricerca e soccorso, coordinate dall’autorità maltese. Le ricerche di eventuali dispersi sono ancora in corso.
Con quest’ultima tragedia, il numero delle vittime registrate lungo la rotta del Mediterraneo centrale dall’inizio dell’anno sale ad almeno 830 persone, confermando la drammatica emergenza umanitaria che continua a interessare il tratto di mare tra il Nord Africa e l’Europa.
Mentre continuano i naufragi, altre persone riescono a raggiungere le coste italiane grazie agli interventi delle navi umanitarie impegnate nel Mediterraneo. Nella notte sono sbarcati a Carrara 58 migranti soccorsi dalla nave Open Arms tre giorni prima. I naufraghi si trovavano a bordo di un’imbarcazione gravemente sovraffollata, priva di dispositivi di salvataggio e delle attrezzature necessarie per affrontare la traversata. Il mezzo era partito da Al Khums, in Libia.
Molti dei migranti soccorsi hanno raccontato di aver subito durante la permanenza in Libia detenzioni arbitrarie, violenze, estorsioni e torture. Altri 47 migranti sono invece arrivati sabato nel porto di Crotone a bordo della nave Louise Michel.
Le partenze verso l’Italia continuano nonostante il recente annuncio del leader della Libia orientale e comandante in capo dell’esercito, il maresciallo Khalifa Haftar, che ha dichiarato l’intenzione di espellere tutti i migranti irregolari presenti nel Paese.
Il Mediterraneo centrale continua così a rappresentare il principale teatro di una crisi migratoria che, nonostante gli sforzi di soccorso e controllo, continua a provocare centinaia di vittime ogni anno.

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