“Nun si parti”: dopo Natale, arriva il caro-voli per la Sicilia a Pasqua

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Torna l’allarme caro voli in Sicilia in vista delle festività pasquali e le associazioni dei consumatori lanciano un grido d’allerta. Federconsumatori Sicilia, l’associazione “Nun si parti” e la CGIL Sicilia hanno scritto una lettera urgente alla Presidenza della Regione Siciliana e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, chiedendo la convocazione di un tavolo istituzionale per affrontare i rincari dei biglietti aerei da e per l’isola.

Secondo le simulazioni di acquisto effettuate al 22 gennaio 2026, un volo diretto Milano-Palermo costa mediamente 350 euro. In alternativa, chi sceglie soluzioni con scali, come via Tirana e Bari, può spendere 175 euro ma impiegando oltre 23 ore per raggiungere la destinazione. Situazioni analoghe si registrano da Torino, Bologna e per le tratte verso Catania, rendendo difficile e costoso il rientro dei siciliani in occasione delle festività.

Il fenomeno dei rincari non è nuovo. Durante le recenti festività natalizie, le tariffe hanno raggiunto aumenti eccezionali fino al 900%, con biglietti singoli oltre i 500 euro. «Il caro voli non può essere considerato una semplice dinamica di mercato», sottolinea Alfio La Rosa, presidente di Federconsumatori Sicilia. «L’insularità e la mancanza di alternative di trasporto efficaci rendono il volo un servizio essenziale, non paragonabile a quello delle regioni continentali».

Le associazioni denunciano la criticità strutturale dei prezzi del trasporto aereo nazionale, che durante festività e periodo estivo diventa insostenibile per migliaia di cittadini siciliani, studenti e lavoratori fuori regione. Oltre a penalizzare il diritto alla mobilità, i rincari incidono sul sistema turistico regionale e sull’economia locale, aggravando disuguaglianze sociali già evidenti.

Nonostante le segnalazioni e le iniziative di mobilitazione, come il sit-in del 22 dicembre 2025 all’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo, non sono state adottate soluzioni efficaci. Le organizzazioni chiedono ora un confronto urgente tra Regione, Ministero, autorità di regolazione, gestori aeroportuali, compagnie aeree, sindacati e associazioni dei consumatori, per individuare misure concrete e durature a tutela della mobilità. «La lettera è stata inviata il 7 gennaio 2026 e ancora non abbiamo ricevuto risposta», conclude Giovanni Castronovo di “Nun si parti”. «Chiediamo una convocazione immediata, altrimenti le tariffe aumenteranno ulteriormente durante il periodo pasquale. È una questione di uguaglianza sostanziale: il diritto alla mobilità dei siciliani non può essere penalizzato».

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