“Niente più tragedie”: l’appello del sindaco Marino contro la violenza. La piccola vittima non è più a Scicli

Arriva dopo il fatto di cronaca che ha sconvolto la città di Scicli, quella del bambino di quattro anni picchiato dal padre al punto da procurargli fratture ad una gamba e ad un braccio. La città si interroga su cosa sia accaduto, sul perchè sia scattata la furia selvaggia di un padre nei confronti del figliolo e sul perchè la madre non l’abbia fermato. Da due giorni il bimbo non è più a Scicli: è stato portato via dalla madre per andare nella sua città di provenienza, in un Comune del Nisseno, dopo essere stato dimesso dall’ospedale Maggiore-Nino Baglieri di Modica a conclusione di due interventi chirurgici.

Il sindaco Marino parla di una comunità scossa mentre si attende l’interrogatorio di garanzia del 39enne previsto per oggi davanti al Gip del Tribunale di Ragusa alla presenza del suo legale di fiducia.

“La nostra comunità è stata profondamente scossa da una terribile vicenda che ha visto vittima un bambino, a lui va tutto il nostro affetto, la nostra vicinanza e i più sinceri auguri di una pronta guarigione – afferma il primo cittadino – quanto accaduto è un fatto di estrema gravità. Le violenze, per le quali il giovane padre risulta gravemente indiziato secondo quanto appurato dai Carabinieri, non possono trovare alcuna giustificazione. La violenza non è mai una soluzione e, ancor più, non può essere perpetrata contro persone indifese e innocenti. Il piccolo ha subito percosse e lesioni così gravi da rendere necessari due delicati interventi chirurgici. Questa notizia, che ha sconvolto la nostra comunità, ha avuto eco anche a livello nazionale. Come comunità dobbiamo essere uniti nel condannare ogni forma di violenza e ribadire con forza l’importanza di denunciare tempestivamente alle autorità competenti qualsiasi episodio di maltrattamento. Nessuno deve sentirsi solo di fronte a queste tragedie. Il mio appello è rivolto a tutti: non voltatevi dall’altra parte. Aiutiamo chi è in difficoltà, offriamo ascolto e sostegno a chi vive situazioni di pericolo. Solo così potremo costruire una società più giusta e sicura per tutti, soprattutto per i più piccoli”.

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