Nervosismo per la finale di Champion League o per le future candidature?

Un comunicato di tal guisa fa trasparire un nervosismo non indifferente, al netto della contraddizione di fondo.

Potrebbe essere addebitato alla finale di Champion League, propendiamo per l’ipotesi che la maretta in casa PD e zone periferiche, del partito, abbia ormai compromesso le capacità politiche di molti con la sigla PD.

Non si è esaurito l’eco dei rimbrotti del consigliere Massari, ufficialmente ancora in carico al gruppo consiliare democratico, che si è preoccupato di criticare solo i grillini e i loro principi per validare e dare un senso ad una sua eventuale candidatura, rimbrotti che si sono allargati, e hanno avuto seguito sui social, su temi che non avevamo nemmeno sfiorato, come quelli della moralità del possibile candidato, difesa a oltranza in maniera esagerata e prolungata.

La creazione di associazioni, movimenti e liste civiche non lascia tranquillo il capogruppo D’Asta che deve anche ingoiare la pillola delle primarie per la candidatura a sindaco, considerate inevitabili dal suo leader, l’on,le Dipasquale.

Siamo già alle prove generali dello spettacolo solitamente offerto dal PD nelle grandi occasioni per l’elezione di un nuovo sindaco, come fu nel 2006, dopo la caduta di Solarino, con i traccheggi per stroncare la candidatura Poidomani, o come fu nel 2013 quando alcuni soggetti, ben identificati, tutto votarono fuorché il candidato del PD.

Tutto in politica, può essere compreso, se non giustificato, ma la contraddizione che emerge dal comunicato dei consiglieri D’Asta e Chiavola per tentare di stroncare la nostra iniziativa per un tavolo di crisi che affronti le motivazioni dei preannunciati ridimensionamenti dei livelli occupazionali, ha solamente del paradossale.

E ci permettiamo di affermarlo avendo acquisito fondamentale approvazione per l’iniziativa e un diffuso consenso da parte di autorevoli personaggi che hanno dimestichezza con la politica, con il sindacato e, in generale, per questioni di questo tipo.

Non stiamo qui a enumerare comunicati stampa e interventi in Consiglio Comunale, del consigliere D’Asta, a difesa dei livelli occupazionali di diverse categorie di lavoratori, proponendo ogni tipo di coinvolgimento, anche in barba all’azione che, contestualmente, veniva attuata dai sindacati.

La finalità della nostra iniziativa proposta è quella di una analisi diffusa sulle motivazioni della crisi occupazionale, che nulla vuole inficiare dell’azione del sindacato a proposito della tutela dei livelli occupazionali.

La nostra non vuole essere passerella da offrire ai lavoratori in difficoltà, è una iniziativa che D’Asta non ci può impedire, come consiglieri comunali, come espressione di una componente politica, come professionisti e come cittadini.

La tutela del posto di lavoro resta di esclusiva competenza del sindacato, che già ha dimostrato ampie capacità in tal senso.

Come ci permettiamo di rilevare che nulla può indicare il consigliere su quello che deve fare l’amministrazione in merito a percorsi per “chiedere spiegazioni, conto e ragione” sulle strategie aziendali di COOP Sicilia per decisioni che, come abbiamo visto di recente per la gestione dell’ipermercato CONAD, poco può influire la realtà comunale.

Per i consiglieri, l’unica competenza dell’ente locale è quella di interferire sulle decisioni dell’azienda, peraltro di livello regionale, sulle quali, sanno benissimo, poco può influire.

Il tavolo di crisi è visto come fumo negli occhi solo perché proposto dai pentastellati, ulteriore contraddizione la sollecitazione al partito per individuare le soluzioni per scongiurare la ventilata chiusura: ma non c’era il sindacato?

Forse, i rapporti con il sindacato di riferimento non sono quelli di una volta, almeno con la corrente renziana del partito.

 

 

 

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