Nel ragusano aumentano i depositi bancari. Ma la liquidità resta bassa

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I conti correnti dei ragusani sono più leggeri rispetto a quelli della media degli italiani. A dirlo è l’elaborazione del Sole 24 Ore sui dati della Banca d’Italia, che fotografa la distribuzione della ricchezza liquida nelle province italiane. In provincia di Ragusa i depositi bancari delle famiglie consumatrici ammontano mediamente a circa 12 mila euro per residente, contro una media nazionale di 18.700 euro. Un divario di quasi 7 mila euro che colloca il territorio ibleo nella parte bassa della graduatoria nazionale, lontano dalle province del Nord dove la disponibilità di denaro depositato supera spesso i 30 mila euro pro capite.
Il confronto con le realtà più ricche: a Bolzano la liquidità media supera i 37 mila euro per residente, mentre Milano va oltre i 32 mila. Valori che raccontano un’Italia divisa non solo per redditi e occupazione, ma anche per capacità di risparmio. Ragusa, pur rappresentando una delle province economicamente più dinamiche della Sicilia, resta distante dagli standard delle aree settentrionali.
Il dato, tuttavia, va letto insieme a un’altra informazione contenuta nello studio. Tra il 2022 e il 2026 i depositi bancari complessivi delle famiglie ragusane sono aumentati di circa 584 milioni di euro. Un incremento significativo che dimostra come, anche nel territorio ibleo, la propensione al risparmio sia rimasta elevata nonostante gli anni segnati dall’inflazione e dall’aumento del costo della vita.
L’aumento della liquidità, però, non significa automaticamente maggiore ricchezza. Lo stesso Sole 24 Ore evidenziava infatti ieri che il potere d’acquisto del denaro lasciato fermo sui conti correnti si è ridotto di circa l’11% negli ultimi quattro anni. In altre parole, anche chi ha mantenuto invariati i propri risparmi oggi può acquistare meno beni e servizi rispetto al 2022.
Il quadro è coerente con quanto emerge dall’ultimo rapporto della Banca d’Italia sull’economia della Sicilia. L’Istituto segnala una crescita dell’economia regionale e un miglioramento del reddito disponibile delle famiglie, ma sottolinea come il livello di ricchezza e di benessere economico resti inferiore alla media italiana. Anche per questo motivo la liquidità accumulata sui conti correnti, pur in crescita, continua a essere sensibilmente più bassa rispetto alle province del Centro-Nord.

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