Incendio Monserrato: a sei giorni dall’emergenza, nuovi sviluppi nella caccia ai responsabili

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Al termine di un’imponente operazione di spegnimento e bonifica che ha visto impegnati mezzi aerei, Vigili del Fuoco, Corpo Forestale, Protezione Civile comunale e provinciale e numerosi volontari, l’incendio che da giorni ha devastato la collina di Monserrato risulta, al momento, domato.

A comunicarlo è stato il Centro operativo comunale con un aggiornamento diffuso nella serata di ieri: «Dopo accurata bonifica dei mezzi aerei, dei Vigili del Fuoco, Forestale, una nostra squadra e squadre della Protezione Civile provinciale, momentaneamente l’incendio risulta domato. Viste le alte temperature, non si escludono eventuali riprese».

L’allerta, dunque, resta alta. Le temperature elevate e il vento potrebbero infatti favorire la riaccensione di piccoli focolai, motivo per cui il territorio continuerà a essere monitorato nelle prossime ore.

Sul fronte investigativo, intanto, emergono nuovi elementi. Dopo il primo fermo eseguito nei giorni scorsi nell’ambito dell’inchiesta sui roghi che hanno devastato Monserrato, da diverse ore circola con insistenza la notizia del fermo di un secondo presunto piromane. Secondo le prime ricostruzioni, ancora prive di conferma ufficiale da parte della Questura di Ragusa, l’uomo sarebbe stato individuato grazie al supporto dell’elicottero impegnato nelle operazioni antincendio, che avrebbe segnalato la presenza di una persona in fuga tra la vegetazione, consentendo agli agenti di rintracciarla e bloccarla.

Al momento, tuttavia, la Questura non ha diffuso alcun comunicato ufficiale sul presunto secondo fermo. Per questo motivo la notizia va considerata ancora in attesa di conferma istituzionale. Gli investigatori continuano a lavorare per chiarire se dietro la lunga serie di incendi che ha messo in ginocchio il territorio modicano vi sia l’azione coordinata di più persone e per accertare le eventuali responsabilità di ciascun indagato.

Dopo giorni di paura, centinaia di ettari di vegetazione andati in fumo e un enorme dispiegamento di uomini e mezzi, Modica guarda ora con cauto ottimismo all’evoluzione dell’emergenza.

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