Modica intravvede la luce dopo il dissesto: bilancio riequilibrato, Monisteri e Giunta rinunciano alle indennità

Al Comune di Modica prende forma il percorso che dovrà condurre l’ente fuori dal dissesto finanziario. Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo San Domenico, la sindaca Maria Monisteri ha illustrato i contenuti dello schema di ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, approvato dalla giunta nella serata di ieri. Si tratta del documento contabile previsto dalla normativa per gli enti locali che hanno dichiarato dissesto e che definisce il piano di risanamento necessario al ripristino dell’equilibrio strutturale dei conti.

Il bilancio chiude in pareggio tra entrate e uscite e rappresenta il passaggio chiave per consentire al Comune di rientrare progressivamente dalla situazione di crisi. La sindaca ha spiegato che ogni voce è stata analizzata nel dettaglio e che tutte le entrate inserite nello schema sono certificate e reali, senza margini per previsioni aleatorie. Proprio questo lavoro di ricognizione, unito a un’attenta revisione dei capitoli di spesa, ha consentito di arrivare a una proposta giudicata solida e sostenibile.

L’obiettivo indicato dall’amministrazione Monisteri è chiaro: portare Modica fuori dal dissesto entro la fine del 2027. Un traguardo che passa soprattutto attraverso il rafforzamento della riscossione, settore che – secondo quanto illustrato stamani – sta già producendo risultati significativi rispetto al passato, segnando una netta discontinuità con gli anni precedenti, caratterizzati da una forte evasione tributaria che aveva inciso pesantemente sugli equilibri dell’ente.

Nonostante i tagli resi necessari dal piano di riequilibrio, la sindaca ha assicurato che non saranno sacrificati i servizi ritenuti essenziali per la comunità. Restano dunque garantiti lo scuolabus, il servizio mensa e il centro diurno, considerati punti irrinunciabili dell’offerta pubblica rivolta alle famiglie e alle fasce più fragili.

Tra gli aspetti politicamente più significativi emersi dalla conferenza stampa, la scelta della sindaca di rinunciare alla propria indennità di carica. Una decisione condivisa dall’intera giunta, dalla presidente del Consiglio comunale e dal vicepresidente del Consiglio. Una misura resa necessaria dalla necessità di colmare un ammanco di circa mezzo milione di euro che non era possibile recuperare né comprimendo ulteriormente le spese né individuando nuove entrate certe. La proposta avanzata da Monisteri è stata accolta dalla squadra amministrativa e ha consentito di salvaguardare altre voci di bilancio senza incidere sui servizi.

Sul piano politico, la sindaca ha rivendicato il lavoro svolto in questi mesi, parlando di un vero ribaltamento rispetto alla situazione ereditata e guardando al futuro con maggiore fiducia. L’orizzonte indicato è quello del 2028, anno in cui, una volta consolidato il risanamento, potrebbe aprirsi la possibilità di una riduzione delle aliquote fiscali per cittadini e imprese.

Non sono mancati i riferimenti alle critiche ricevute negli ultimi giorni, in particolare dagli esponenti del Partito Democratico. Sollecitata anche sul tema di una possibile ricandidatura, Monisteri ha preferito non sbilanciarsi, ricordando di non aver inizialmente nemmeno immaginato un percorso politico di questo tipo e sottolineando piuttosto l’orgoglio per un lavoro affrontato con spirito di sacrificio e senso di responsabilità. La soddisfazione espressa oggi, ha lasciato intendere, nasce soprattutto dall’aver dato una prospettiva concreta alla città e un segnale di speranza a chi spesso sarebbe tentato di arrendersi di fronte alle difficoltà.

Adesso il documento seguirà il previsto iter istituzionale: sarà valutato dai revisori dei conti, quindi approderà in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva e successivamente verrà trasmesso al Ministero dell’Interno e alla Cosfel. Solo dopo questo passaggio Modica potrà tornare a operare a pieno regime, sbloccando procedure attese come l’assunzione di nuovi agenti di polizia locale, la stabilizzazione degli Asu e il pagamento delle spettanze dovute alla partecipata Spm, proseguendo nel contempo il percorso di risanamento e rilancio amministrativo.

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