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A Ragusa la protesta adesso si indossa: dalle polemiche del calcio alle magliette in Consiglio comunale
12 Mag 2026 10:32
A Ragusa, negli ultimi giorni, sembra essersi affermata una nuova forma di protesta. Niente urla, niente megafoni, niente cartelli improvvisati. Per attirare l’attenzione su un problema o lanciare un messaggio, oggi basta una maglietta.
Una t-shirt stampata a tema, mostrata al momento giusto, magari davanti alle telecamere o durante un evento pubblico, e il messaggio arriva dritto agli onori della cronaca.
È successo nel mondo dello sport e, poche ore dopo, perfino nell’aula consiliare di Palazzo dell’Aquila.
Da una parte il caso del Ragusa Calcio, che dopo avere conquistato una sofferta salvezza ha finito per far discutere più per alcune magliette che per il risultato sportivo. Nel giorno che avrebbe dovuto sancire la ritrovata unità tra società e tifoseria, qualcuno ha pensato di stampare sulle t-shirt i post social dei contestatori, quelli pubblicati nei momenti più complicati della stagione. Una sorta di rivincita ironica – o provocatoria, a seconda dei punti di vista – che invece di spegnere le polemiche ha riacceso il dibattito.
Dall’altra parte, il giorno dopo, la scena si è spostata in Consiglio comunale. Il consigliere Sergio Firrincieli si è presentato in aula esibendo una maglietta dedicata al tema caldo del momento: il passaggio a livello di via Paestum e le criticità legate alla viabilità della zona.
Una protesta silenziosa ma decisamente scenografica per richiamare l’attenzione sul mancato rispetto della delibera votata all’unanimità dal Consiglio comunale due mesi fa. Firrincieli chiede interventi semplici – cordoli, controlli, telecamere – per evitare le manovre pericolose all’uscita di via Licitra e migliorare la gestione del traffico in un’area strategica della città. Una zona delicata anche perché rappresenta uno snodo fondamentale tra il quartiere delle Masserie, via Colajanni e i Pianetti, oltre a costituire uno dei collegamenti più importanti in caso di emergenza.
E così, tra calcio e politica, a Ragusa le magliette stanno diventando il nuovo manifesto del dissenso o della rivendicazione pubblica. In fondo il principio è semplice: se un tema merita attenzione, tanto vale stamparselo addosso. Con un vantaggio non da poco. La maglietta resta, la foto gira sui social, il messaggio si moltiplica e spesso ottiene molta più visibilità di un lungo comunicato.
Chissà che dietro questa improvvisa esplosione di “proteste fashion” non ci sia anche qualche tipografia o negozio specializzato che in città sta facendo prezzi particolarmente convenienti sulle stampe personalizzate.
Di certo, a Ragusa, il messaggio ormai è chiaro: per farsi notare non serve alzare la voce. Basta scegliere la t-shirt giusta.
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