MODICA CELEBRA 110 ANNI DELL’ALLUVIONE

L’alluvione del lontano 1902 che provocò ben 112 vittime è stato ricordato con una messa celebrata da Don Antonio Forgione, nella chiesa di Santa Maria di Betlem oltre alla deposizione di una corona d’alloro posta sulla lapide che ricorda quella tragedia. Presenti alla funzione,  il vice sindaco Giorgio Cerruto, il vice prefetto vicario aggiunto, Ferdinando Trombadore, rappresentanti di Carabinieri e Polizia di Stato,assessori e consiglieri comunali e il direttore del CTCM, Nino Scivoletto. Al termine della eucarestia il vice sindaco Cerruto ha ricordato come la laboriosità dei modicani e la solidarietà di numerosissimi comuni italiani permettendo la rinascita della Città con una ricostruzione degna della migliore Protezione Civile di oggi. La Chiesa di Santa Maria di Betlem, è oggi un luogo simbolo. Ripulita dal fango e dall’acqua divenne luogo di riparo per quanti sfollati rimasero senza casa e senza affetti. Furono poi i Comuni di Milano e di Palermo che con le loro offerte consentirono la costruzione di un quartiere, 40 alloggi e un asilo d’infanzia, che oggi porta ancora il nome delle due città. Inoltre la prof.ssa Grazia Dormiente, che sull’alluvione ha curato una pregevole edizione in occasione del centenario di quell’evento, ha rilevato come da quella esperienza Modica cambiò sostanzialmente il suo assetto più significativo nel rapporto urbano,economico e soprattutto commerciale. “Quell’alluvione fu un fatto funesto e terrificante per la Città dove però si originò un senso della solidarietà, intesa nel senso più umano possibile, che oggi è un valore e un patrimonio di cui si sente tanto la mancanza. Basterebbe questo per unirsi in coro alle celebrazioni di questo evento nel processo più articolato ma doveroso di investire le giovani generazioni attorno a questa memoria”. Subito dopo si è mosso un corteo verso l’atrio di Palazzo San Domenico, dove c’è una lapide che ricorda il livello dell’acqua raggiunto,e qui il vice sindaco ha deposto una corona d’alloro. Un modo per celebrare i 110 anni di quel tragico 26 settembre 1902.

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