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MARINELLA FIUME INTELLETTUALE POLIEDRICA
05 Gen 2017 08:58
Un romanzo inquietante e allegorico sulla donna che si misura con la scrittura e il potere, dal 1500 ai nostri giorni. Una testimonianza della forza delle donne, della loro ripulsa del male, della difesa indomita e della dedizione ai propri ideali a costo della vita.
Marinella Fiume è nata a Noto ma dopo aver terminato la scuola media inferiore si è trasferita con la famiglia a Fiumefreddo di Sicilia. Docente di Lettere nei Licei, ha collaborato con la Scuola di specializzazione per l’insegnamento nelle Superiori dell’Università di Catania; sindaco di Fiumefreddo di Sicilia (Ct) per due legislature, ha pubblicato saggi, tra cui Sicilia esoterica, romanzi, biografie, epistolari e curato il Dizionario Siciliane. Impegnata nelle battaglie civili del movimento delle donne per i servizi, il consultorio familiare e per le rivendicazioni degli obiettivi volti a garantire pari opportunità tra uomini e donne. Nell’anno scolastico 1993/94, è stata ammessa al Dottorato di ricerca in Scienze letterarie e linguistiche, di durata triennale, che ha frequentato fino al conseguimento del titolo, discutendo la tesi Una poetessa “nel prestigio del Magnetismo”: Mariannina Coffa Caruso (1841-1878), che ha in appendice l’epistolario amoroso della poetessa e del musicista Ascenzo Mauceri. L’inedito ha meritato, nel dicembre 1997, il premio “Franca Pieroni Bortolotti”-VII Edizione, organizzato dal Comune di Firenze (Assessorato Pubblica Istruzione -Progetto Donna) in collaborazione con la Società Italiana delle Storiche.
Ha lungamente esplorato l’universo culturale tradizionale, con particolare attenzione rivolta a restituire, attraverso soluzioni linguistiche innovative, testimonianze dialettali di storia orale e storie di vita. Le sue pubblicazioni, tra storia sociale e rilevazione etnografica, sono dedicate a mestieri, pratiche sociali, credenze e riti dell’area jonico-etnea.
Le Figure di donne che descrive nel suo libro sono donne realmente vissute che l’Autrice ricostruisce su fonti inedite: Ursula, venditrice di pianelle, condannata dal tribunale del Sant’Uffizio al fuorbando e alla fustigazione; suor Agueda, arrestata come quietista; Françisca, accusata di essere strega e condannata alla damnatio memoriae; Garronfola, affittaletti della flotta spagnola di stanza a Messina, frustata e spogliata dei suoi averi; Gertrude, la terziaria condannata al rogo come molinosista. Tutte eretiche siciliane che la contemporanea Alda, autistica scrittrice fallita siculomilanese, riesuma dalla bolgia infernale in cui si trovano per farle raccontare in una lingua contaminata, che fa ricorso al siciliano, allo spagnolo, al latino. E poi Sofonisba, pittrice, che è riuscita invece a plasmare a suo piacimento la sua favolosa vita. E Peppa la cannoniera, eroina risorgimentale vittima della sua fiducia nell’illusorio cambiamento politico-sociale di quegli anni. E ancora Mariannina, la poetessa che cercò la Luce all’interno di logge e società di ispirazione magnetista. Per ulteriori informazioni: http://www.marinellafiume.it/default.asp
Marzia Paladino
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