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LUNGO DIBATTITO SULLA DELIBERA DELLA CORTE DEI CONTI IN CONSIGLIO COMUNALE A MODICA
16 Nov 2016 11:24
Due interrogazioni in question time – accordo del sindaco e la ditta Puccia in Prefettura (interrogante Ivana Castello) e sul servizio di riscossione tributi (interrogante Vito D’Antona).
Poi un lungo e articolato dibattito sulla delibera della Corte dei Corti, la n° 175 del 2016 adottata nell’adunanza del 7 giugno u.s. che verifica l’esecuzione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale del Comune di Modica.
Presenti diciotto consiglieri il civico consesso si apre con una comunicazione del presidente Garaffa che invita l’amministrazione a presentare la relazione annuale in consiglio comunale.
La question time si apre con un’interrogazione urgente della consigliera Ivana Castello in riferimento all’accordo sottoscritto in presenza del Prefetto per il pagamento degli emolumenti agli operatori ecologici della Ditta Puccia.
Il riferimento è ad un comunicato del primo cittadino il quale dichiara la sua solidarietà ai dipendenti, rimasti senza stipendio e in riferimento all’accordo raggiunto in Prefettura a beneficio dei dipendenti.
La consigliera illustra la modalità di pagamento, con le previste scadenze, che non è stata rispettata dal sindaco. I mandati non avevano la copertura finanziaria, in quanto i versamenti non sono stati fatti, ed è per tale ragione che l’accordo non è stato rispettato.
La consigliera precisa che la scopertura bancaria non consentiva alcuna manovra finanziaria e il 4 novembre, data del secondo mandato, non c’era in conto un centesimo.
Chiede come farà il sindaco a recuperare questa situazione atteso che tra qualche settimana entrerà in attività la nuova ditta che gestirà il servizio RSU ? Questo non cancella il debito con la ditta Puccia rispetto agli impegni presi. Bisogna capire quando e come questi patti saranno rispettati.
Il consigliere Tato Cavallino illustra un’interrogazione sullo stesso argomento.
Evidenzia che malgrado questa situazione i dipendenti continuano a lavorare. Non è un bel leggere che il sindaco, riporta la stampa, sia stato richiamato dal Prefetto per non avere rispettato gli impegni assunti.
I 300mila euro che dovevano essere erogati il 4 novembre non esistono in quanto non c’è il versamento.
Ai 104 lavoratori bisogna dare una risposta atteso che hanno dato dimostrazione di dignità continuando a lavorare. Riusciremo, si chiede, a fronteggiare il futuro dei lavoratori atteso che entrerà a regime la nuova ditta.
Il sindaco nella replica si dichiara sbalordito da queste affermazioni rispetto ad una Ditta che deve pagare gli stipendi. In 40 giorni gli sono stati versati un milione di euro e di contro sono stati erogati ai lavoratori un acconto sulla quattordicesima, un mese e un acconto su un altro mese.
Lunedì entrerà in funzione la nuova ditta e i lavoratori saranno assunti automaticamente e potranno operare con una certificazione di credito rispetto a quanto deve la ditta Puccia e ciò consentirà il pagamento individuale da parte dell’ente.
L’impresa modicana deve peraltro riconoscere i diritti di fine rapporto. I dipendenti saranno garantiti sulle somme che vantano.
Per quanto riguarda l’accordo, la ditta Puccia malgrado gli acconti ricevuti non ha pagato i dipendenti secondo le scadenze contrattuali. L’IGM, la nuova ditta che subentrerà lunedì 21 novembre, eroga mensilmente gli emolumenti ai dipendenti indipendentemente dei contenziosi. Informa peraltro di avere liquidato direttamente somme ai lavoratori.
Il problema di fondo era quello di garantire il pagamento ai dipendenti rispetto ai versamenti operati dall’Ente alla Ditta. Ciò non è stato fatto e quindi il Comune si è tirato fuori.
I dipendenti possono già aprire un tavolo di trattativa con la Ditta Puccia per quanto gli deve o in maniera bonaria o facendo ricorso al giudice.
La consigliera Ivana Castello non si dichiara convinta della risposta del sindaco. Legge in aula la nota del Prefetto di Ragusa al sindaco con cui gli ricorda che l’accordo non poteva essere disatteso.
Accusa il sindaco di essere andato dal Prefetto solo per evitare una continuazione dell’occupazione dell’aula consiliare e dello sciopero prendendo nel contempo in giro i dipendenti.
Ad oggi il sindaco la deve smentire dicendo che ha la possibilità di pagare i dipendenti sulla scorta della cessione di credito. Nel conto ci sono zero centesimi. C’è anche il rischio che salta l’accordo transattivo con l’Enel. Il sindaco dovrà dirci quando i dipendenti recupereranno le somme.
Il consigliere Tato Cavallino evidenzia la discrasia tra l’ente e la ditta Puccia. Da oggi non sono più possibili sconti nel senso che l’ente deve farsi garante dei pagamenti ai dipendenti e su questo non si potrà tornare indietro.
Il sindaco nella replica sostiene che alcuni partiti e sindacati nel passato hanno fatto presente, con dichiarazioni anche alla commissione antimafia, il metodo con cui venivano affidati gli appalti RSU cioè senza procedure di gara d’appalto e con ordinanze.
Rispetto a quanto successo oggi si è messo un punto fermo. Ritiene di avere agito in discontinuità ed è pronto a sostenerlo in tutte le sedi. Ribadisce che c’è un accordo tra una Ditta e i lavoratori ai quali dovranno essere pagati gli stipendi. Comunica di avere una procedura aperta per abuso d’ufficio da parte della Ditta in quanto ha erogato direttamente le somme, relativi a stipendi, ai dipendenti.
Le somme che devono ricevere sono molte di più rispetto ai stipendi arretrati. Il Comune fronteggerà questa situazione garantendone diritti ed emolumenti.
Il 2 novembre ha scritto al Prefetto di Ragusa dichiarando che il Comune si chiamava fuori in quanto malgrado le somme erogate, la ditta non ha pagato gli stipendi.
Il consigliere Vito D’Antona illustra un’interrogazione urgente sul servizio riscossione tributi in ordine all’affidamento ad un consorzio di Comuni che ha indetto una gara di evidenzia europea che è stata aggiudicata ad un consorzio messo sotto contratto dal comune.
Questo Consorzio si è avvalso di un altro Consorzio che cura la riscossione coattiva; entrambi non sono iscritti ad un apposito albo ministeriale.
D’Antona riferisce che al Consorzio vengono pagati il 3,6 per cento per la riscossione ordinaria, il 17 per cento per la ricerca di evasione, il 7,5 per cento per la riscossione coattiva, il 12,50 per cento per le quote inesigibili.
Al comune restano si e no 4 euro. I costi che gravano sui cittadini sono tra i più alti riconosciuti ad altri consorzi. Anche l’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) sostiene che per l’attività di liquidazione e riscossione di entrate pubbliche è necessaria l’iscrizione all’albo ministeriale.
Nella sua interrogazione chiede di revocare la delibera n. 210 del 9 novembre 2015 e di sospendere i successivi procedimenti adottati e il civico consesso a deliberare nuovamente sulla questione.
Peraltro in tema di notifiche gli agenti notificatori devono possedere alcuni requisiti e ha chiesto agli uffici una verifica in questo senso la cui risposta non è ancora pervenuta e chiede di averla.
Il presidente Garaffa invita il sindaco perché gli atti richiesti vengano in possesso del consigliere e che la materia trattata è nelle facoltà del consiglio comunale non della giunta.
Il sindaco replica che questa amministrazione è venuta incontro ai cittadini rateizzando il debito senza interessi e mora e quindi senza aggravio di spesa. La riscossione coattiva avviene quando l’utente non intende avvalersi delle possibilità offerte. La Corte dei Conti ci ha sollecitato in questa direzione e questo l’amministrazione ha fatto.
Il sindaco garantisce che gli atti hanno la regolarità amministrativa e su questo non si potrà bloccare la procedura. Ci sono venti milioni di euro da recuperare. A D’Antona garantisce che le sue interrogazioni sono sempre uguali su questa materia. La gestione coattiva è del Comune attraverso lo strumento del Consorzio.
Ritiene che non appena rientrerà la PO del settore darà al consigliere Vito D’Antona tutti gli atti che ha richiesto.
L’interrogante nella replica sostiene che il sindaco non ha risposto all’interrogazione: la rateizzazione viene applicata dappertutto in quanto normata per legge.
La risposta che ancora attende è quella relativa agli aggi che spettano al Consorzio. Prende atto dell’assenza del funzionario e comunque gli altri destinatari della richiesta non hanno risposto. E’ straconvinto che la pratica non è legittima e si rivolgerà all’Anac .
Il sindaco garantisce al consigliere che la questione degli aggi non ha fondamento alcuno in quanto non sussiste nella riscossione ordinaria da parte del Consorzio. E D’Antona continua a sostenere le stesse cose mancando di onestà intellettuale su questo.
Il consigliere Piero Covato chiede che vengano trascritto a verbale due violazioni fatte dal Presidente Garaffa nel corso della seduta ovvero l’ art. 20 comma 4 del regolamento (modalità di discussione sulle interrogazioni urgenti) e l’art. 46 al comma 6 (cronologia sulla discussione delle interrogazioni).
Il presidente Garaffa riferisce che il consigliere Covato se ritiene che può agire di conseguenza.
Si passa al punto relativo la delibera della Corte dei Conti sul Piano di riequilibrio.
Sull’argomento relaziona l’assessore al bilancio Enzo Giannone. A margine di questo argomento l’assessore Giannone riprende il punto relativo alla esternalizzazione della riscossione coattiva che viene valutata illegittima dal consigliere D’Antona in quanto l’atto andava fatto in consiglio comunale. Se oggi si va a vedere l’ingiunzione di pagamento è un atto del comune e la firma è del responsabile PO e quindi questa facoltà non è stata esternalizzata. La riscossione quindi non è oggetto di gestione esterna.
Il piano di riequilibrio approvato dalla Corte dei Conti l’8ottobre 2015, non c’è più, in quanto il piano è stato rimodulato. L’argomento si poteva affrontare con una interrogazione. Sarebbe stato più utile affrontare invece il nuovo piano di riequilibrio approvato dalla giunta.
La Corte dei Conti ha valutato su una relazione dei revisori inviata nel gennaio scorso. Le considerazioni che fa la magistratura contabile sono molto pesanti con punti critici che riguardano gli ultimi mesi dell’anno 2015.
La Corte sostiene che il piano di riequilibrio del Comune di Modica trae origine da una cronica situazione di grave crisi strutturale (leggasi dissesto) ma la procedura ex art. 243 bis del Tuel attiva i piani di riequilibrio che il Comune di Modica adotta, il primo, il 30 dicembre del 2012.
L’assessore rileva i ritardi con cui si viene a conoscenza dell’approvazione del piano che rimane un mistero.
Sulla contabilità armonizzata si è dovuto ricorrere urgentemente ai ripari, atteso i termini di applicazione delle procedure sulle quali la Regione ha prima sostenuto che si applicava nel 2016 e poi facendo marcia indietro ha imposto che la contabilità armonizzata partiva dal 2015.
Questo nuovo tipo di contabilità ha portato ad un disavanzo sensibile e importante rispetto alla contabilità ordinaria.
Questo ha costretto i comuni all’accantonamento di un fondo di credito di esigibilità consistente. Il comune di Modica ha accantonato 46 milioni di euro.
Esso nasce dalla difficoltà di riscuotere i residui attivi. Tutto questo influenza il piano di equilibrio finanziario che va adeguato necessariamente. Questo è stato fatto sulla scorta di una nuova normativa.
La delibera della Corte dei Conti evidenzia comunque dei profili critici che nascono anni fa: residui attivi consistenti e vetusti con scarsa capacità di realizzo.
L’amministrazione comunale, rispetto a questo quadro, sta mettendo in campo alcune misure: la rateizzazione dei tributi, che sta continuando, e ha portato sinora 1,8 milioni di euro. Le ingiunzioni di pagamento che stanno partendo sono dell’ordine di 2 milioni e 300mila euro.
Altra criticità rilevata sono i debiti fuori bilancio su cui bisogna lavorare tanto.
Oggi si è messo ordine sul passivo attraverso l’attività dell’avvocatura dell’ente che ha fornito i dati attraverso un elenco preciso.
Terzo punto critico e l’attendibilità delle entrate. Nel 2016 ci sono 1,8 milioni di entrate e il contenzioso è già partito. L’argomento è ancora aperto e che l’amministrazione porterà a termine.
Quarto punto critico riguarda il personale in ordine alla razionalizzazione e riorganizzazione degli uffici.
Ricorda che la pianta organica è stata ridotta.
L’ultimo punto che la Corte dei Conti evidenzia è quello relativo alle partecipate.
Ma su questo e su altro rimanda al nuovo piano di equilibrio che arriverà in consiglio non appena il collegio dei revisori dei conti darà il parere.
La consigliera Ivana Castello contesta il fatto che le critiche sono superate. Annuncia di aver fatto un lavoro sull’argomento a partire dal giudizio della Corte secondo il quale il comune di Modica è in fase di procedura di dissesto assegnando 60 giorni di tempo per superare i punti di crisi. Ci si riferisce al rendiconto del 2010. Tutto parte da lì.
Cita le criticità che si riferiscono alla procedura di dissesto tra queste: deficità strutturale, disavanzo consistente di amministrazione, anticipazione di cassa, difficoltà nella riscossione dei tributi, consistenti debiti fuori bilancio, mancata liquidazione delle partecipate.
Il debito è stato ripianato nei dieci anni come obiettivo del piano di equilibrio. Vuole capire se dal 2010 ad oggi sono stati fatti miglioramenti. L’amministrazione Abbate in questi tre anni ha fatto ricorso all’indebitamento di anticipazione di cassa in modo consistente da 9.800.000,00 nel 2010 a 20 milioni di euro di oggi. Dato che qualche anno fa non si evidenziava in quanto delle risorse del DL 35 si è fatto un uso improprio sino a quando sono stati restituiti tredici milioni e mezzo di euro alla Cassa Depositi e Prestiti. Nel 2016 siamo a ventuno milioni di euro di scopertura. La situazione dunque è peggiorata.
Registra oggi un incremento nei parametri dei residui attivi ma anche di quelli passivi rispetto agli anni passati.
Sui residui di nuova formazione con l’amministrazione Abbate la percentuale è lievitata. Rileva discrasie nei capitoli, Imu ed Ici, relativi al piano di equilibrio rispetto a quelli poi indicati nei bilanci di previsione.
Sottostimato il riconoscimento dei debiti fuori bilancio nella gestione Abbate.
Per queste ragioni la Corte dei Conti evidenzia i punti critici nel piano.
Nessuno dei parametri di criticità sono migliorati in questi anni conclude la consigliera Castello.
Il consigliere Andrea Rizza ricorda al sindaco Abbate di avere proposto un nuovo piano di equilibrio visto che il predente, giunta Buscema, non andava bene.
Leggendo oggi la relazione della Corte dei Conti rileva pesanti criticità e ascoltare l’assessore Giannone che la delibera della magistratura contabile è superata, rimane sconcertato. Si sarebbe aspettato una relazione diversa e che mirasse ai contenuti. Rileva nel particolare che nel bilancio il costo del servizio offerto dal Consorzio di bonifica è di 100mila euro l’anno quando in realtà è di 25omila euro. Questo è un dato che esprime per intero la situazione economica finanziaria dell’ente.
Il consigliere Tato Cavallino valuta che le criticità rilevate nella delibera della Corte dei Conti danno il numero di come l’ente è stato gestito in questi anni.
Oggi si è fatto molto poco per quanto riguarda la riscossione. Denuncia al sindaco Abbate di non aver compiuto quella rivoluzione annunciata nella sua campagna elettorale. Ci sono invece debiti fuori bilancio, la lotta all’evasione latita. In questi tre anni non ci sono stati cambiamenti anzi peggioramenti visto come è stato smantellato l’ufficio ragioneria, quello stesso ufficio che aveva avviato il primo piano di riequilibrio.
Il segretario generale oggi non ha le competenze tecniche per rivestire il ruolo di ragioniere generale.
Oggi i dipendenti vengono pagati con ritardo così come altro personale. Dopo tre anni siamo al punto di partenza, altro che cambiamento. Si dichiara contento della nomina di un esperto del sindaco in materia finanziaria, nomina resa necessario atteso che l’assessore non ha mai diretto in un ente pubblico.
C’è una grave crisi economica in città a motivo della precarietà finanziaria del comune.
Chiede come da qui a dicembre, come dichiarato dal sindaco, risolverà le criticità dell’ente.
Il consigliere Luigi Giarratana valuta facile per l’opposizione attaccare attraverso la delibera della Corte dei Conti. E’ un atto superato perché è stato rimodulato un nuovo piano di equilibrio. Se si fosse presa in considerazione la delibera del piano del 2012 rispetto alla contabilità armonizzata che vale per oggi, sarebbe stata la fine.
Distingue poi tra l’accertamento e l’incasso dei ruoli. I debiti che si registrano provengono da gestioni amministrative di diversi anni. Invita tutti di fare quadrato su questo argomento e non limitarsi ad attaccare l’amministrazione. Sarà valutato in consiglio il nuovo piano di equilibrio.
Il consigliere Vito D’Antona rileva l’assenza dei consiglieri della maggioranza su questo argomento che al momento non riesce a garantire la validità della seduta. La delibera della Corte dei Conti è stata recapitata il 26 settembre ma già dopo l’ 8 giugno scorso, quando il sindaco e l’assessore Giannone sono stati ascoltati dalla magistratura contabile, si doveva discutere questa questione. Anche il 27 settembre poteva cominciare una discussione di merito sull’argomento che a questo punto si dimostra di non voler discutere. Contesta che la delibera della Corte è superata: questo lo preoccupa atteso che la stessa Corte giudica la situazione ferma come a tre anni fa.
La gravità oggi è nelle cose: ritardi nei pagamenti con i dipendenti comunali, con quelli della Spm, con la ditta Puccia e con le cooperative sociali.
Come si può spiegare che i ritardi nei pagamenti sono dovuti al fatto che si è perso tempo nella nomina dei revisori dei conti?
I piani di riequilibrio della giunta Buscema e quello di Abbate non furono bocciati e comunque dicevano entrambi le stesse cose.
Solo per il fatto che si diede la possibilità alla nuova giunta di approvare un nuovo piano che il peggio fu scampato. Anche i piani precedenti furono redatti con dignità pur con i limiti e i pregi.
Accusa il sindaco di aver perso tempo nella nomina dei revisori dei conti in presenza di un commissario ad acta per l’approvazione del conto consuntivo 2015 e il bilancio di previsione 2016.
Contesta le parole in libertà del primo cittadino quando sostiene che entro dicembre pagherà tutti. Non c’è alcuna previsione su questo. Contesta i dati relativi al conto consuntivo 2015 il cui schema è stato adottato dalla giunta.
Il nuovo collegio dei revisori dei conti sui documenti contabili chiede diciassette documenti di merito con una nota redatta a novembre.
Si dichiara preoccupato rispetto a questo panorama. Dopo tre anni dopo alcuni tentativi andati a vuoto individua un esperto a 80mila euro l’anno.
Il sindaco li scelga come disse in campagna elettorale tra quelli che dovevano dare la loro prestazione gratuitamente. L’atto di nomina è illegittimo e registra un danno erariale. Si chiede come si potrà impegnare la somma visto l’assenza di bilancio di previsione 2016. Si rischia anche qui un debito fuori bilancio.
Chiude dicendo che la delibera della Corte dei Conti non è superata. Si tanno facendo passi indietro con una fotografia che disegna un ente in ginocchio.
Il consigliere Piero Covato rileva che l’opposizione evidenzia le parti della delibera che gli interessa. La Corte dei Conti rileva che non si può prendere in considerazione il piano di riequilibrio che va rimodulato.
L’intervento della consigliera Castello crea allarme quando la realtà è ben diversa rispetto a quella descritta. Ci sono i debiti con la Regione siciliana che vanno fronteggiato, il calo sensibile dei trasferimenti dello Stato e della stessa Regione. Si omettono dati e cifre dando così un’informazione sbagliata e quindi la situazione risulta falsata. Registra invece un recupero e un allineamento dei conti laddove dietro ci sono persone e fatti.
La giunta approvando il nuovo piano di riequilibrio dovrà indurre la Corte dei Conte a prendere atto che l’amministrazione indica una strada per uscire dalle criticità.
Il consigliere Concetto Puccia giudica drammatica la situazione economica finanziaria della città e della giunta Abbate e comprende del come mai si è ritardato nella discussione dell’argomento in consiglio.
La situazione debitoria dell’ente sta mettendo in crisi molte famiglie di questa città che rischiano di perdere la casa; ci sono imprese che vantano dei crediti nei confronti del comune non potranno pagare il Durc.
La Corte dei Conti giudica negativamente l’operato dell’amministrazione in cui si susseguono decreti ingiuntivi, pignoramenti che non si contano più. Si pretende che l’acqua venga pagata dai cittadini e il Comune non paga il Consorzio di Bonifica per l’erogazione idrica che fornisce all’Ente.
Io al posto del sindaco mi sarei dimesso, ha dichiarato.
Contesta debiti non pagati per fuochi d’artificio, festeggiamenti e sono imprese che hanno fornite dei servizi all’ente. Si è sollevato il dubbio sulla consistenza dei debiti fuori bilancio.
La città vuole che questa amministrazione se ne vada a casa. Accusa l’amministrazione di non aver fatto una riorganizzazione degli uffici e dei servizi dopo la fuoriuscita del personale per prepensionamenti.
Il consigliere Vito D’Antona si dissocia dalle dichiarazioni del consigliere Piero Covato che in una dichiarazione, nel corso di un suo intervento, ha fatto campagna elettorale per il referendum e invita il segretario generale a fare una segnalazione alla Prefettura di Ragusa.
Anche il presidente Garaffa si dissocia in accordo al consigliere D’Antona.
Il sindaco replicando agli interventi ricorda che la maggioranza e il sindaco quando erano presenti e disponibili a trattare l’argomento mancavano i revisori dei conti per cui si preferì rinviare quella seduta del consiglio.
Solo ora è stato fatto un riaccertamento dei residui che costituisce la massa debitoria dell’ente. Grazie allo Stato si dà la possibilità di un rientro del debito in 30 anni. La questione parte da lontano nel 1980 quando si fece una pianta organica di mille dipendenti e le conseguenze si piangono oggi.
Questo comune invece di liberare risorse è costretto a pagare debiti pregressi a detrimento della crescita della Città. Questo peso grava su questa amministrazione e su quelle future. I ventuno milioni di euro di scopertura sono il frutto anche di mutui contratti negli anni passati, quello del DL 35, i dieci milioni di euro che si debbono alla Regione che ha decurtato del 70 per cento i trasferimenti, il calo dei contributi di Stato e Regione.
Oggi bisogna puntare su proprie risorse con l’ente che è diventato l’esattore per conto dello Stato.
I ritardi sulla nomina dei revisori dei conti è dovuto a questioni di carattere legislativo che si sono dovute dipanare con pareri alla Regione. Modica non ha avuto neanche l’anticipazione dell’IMU per la parte di competenza dello Stato.
La causa dello stato di fatto è che la massa di entrata avverrà alla fine dell’anno che sarà il periodo in cui l’ente potrà fronteggiare alcuni debiti.
Da questo nasce la difficoltà di cassa dell’ente. Per i prossimi trent’anni non ci saranno risorse da spendere per gli investimenti; risorse che invece si stanno individuando al di fuori di queste fonti di finanziamento.
Rivendica la sostituzione dei dirigenti che si liquidavano indennità e incentivi costosi a fine anno dell’ordine di 25mila euro; oggi ci sono le PO che non hanno questi costi. Il sindaco valuta che si torna alla normalità per quanto riguarda alcuni servizi a cominciare da quello RSU. Si stanno pagando gli arretrati ai dipendenti comunali come salario accessorio prima dell’arrivo dei trasferimenti.
Sono stati fatti gli accertamenti straordinari il cui censimento non era mai stato realizzato.
Il sindaco fa poi una cronistoria dei piani di riequilibrio che si sono succeduti dal 2012 ad oggi. Oggi si può ancora discutere perché i piani sono stati approvati dalla Corte dei Conti e la stessa Corte ha rinviato la futura analisi di merito con il nuovo piano di equilibrio in quanto contiene il riaccertamento straordinario del residuo e contiene la nuova contabilità. Il primo cittadino dichiara che Modica è un città viva grazie all’opera delle imprese.
Invita infine i revisori dei conti presenti in aula a predisporre il parere sul conto consuntivo 2015 e sul nuovo piano di riequilibrio.
La seduta a questo punto viene sciolta.
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