Luce Finita Fest, a Comiso il primo festival siciliano delle “luci d’artista”

Una grande kermesse dedicata a Gesualdo Bufalino: cinema, poesia, musica, installazioni artistiche, mostre tematiche, un connubio di arti all’interno del primo e unico festival siciliano dedicato alle luminarie d’artista. A Comiso dal 13 dicembre, e sino al 27 gennaio, prende il via Luce finita FEST. L’uomo illuminato”, organizzato dalla Fondazione degli Archi con la collaborazione di Archinet, Cinestudio Groucho Marx, Factori e con il patrocinio del comune di Comiso e della Fondazione Bufalino.
Il festival si propone di diventare un format culturale capace di valorizzare le potenzialità del territorio. Il cortile della Fondazione Bufalino, con una “sala delle tazze” appositamente allestita, e altri luoghi della città storica (piazze e sagrati), accoglieranno i visitatori nelle tante serate dedicate alla musica, al cinema, alla poesia, all’arte.

Il primo appuntamento è il 13 dicembre. Nel giorno di Santa Lucia, nel cortile della Fondazione Bufalino, quest’anno si installerà la luminaria realizzata – su disegno di Giovanni Robustelli – da Salvatore Di Benedetto, titolare dell’omonima ditta di Monterosso Almo. “Abbiamo abbinato al tema della luce – spiega il direttore artistico Nunzio Andrea Zago – una factory sperimentale, uno spazio di dialogo in cui si esprime la sinergia tra le arti performative e mediali, ispirandoci al “Light Fest” di Amsterdam e a “Luci di Artista” di Torino. È un’opportunità per rivelare la nostra città come un luogo storicamente votato all’arte e alla cultura, valorizzandone il ricco patrimonio architettonico e artistico. Quest’anno abbiamo affidato alla maestria di Gianni Robustelli il disegno della luminaria”. “Per me è una scommessa e una grande opportunità – aggiunge Salvatore Di Benedetto – sono felice di aver collaborato a questa iniziativa di notevole interesse culturale”.

Le iniziative si dipaneranno fino al 27 gennaio:

Spazio per il cinema con “Cinema Lampo”, rassegna curata dal Cinestudio Groucho Marx. Gli appuntamenti pomeridiani con il cinema d’autore si susseguiranno fino al 23 dicembre.
Spazio per la poesia con *Stazione Poesia#1aFermata* (a cura di Giulia Cacciatore e Grazia Calanna). “All’interno del Luce Finita Fest – spiegano le curatrici – ci saranno una serie di incontri, dal 5 al 26 gennaio, riconducibili alla prima (ideale) fermata della manifestazione *Stazione Poesia*, che quest’anno ospiterà i maggiori poeti siciliani contemporanei con focus, reading, presentazioni di libri, seminari”.
Spazio per l’arte con la mostra dedicata a “Vannino” Schembari che riespone le opere realizzate da quaranta artisti nel 2008 aggiungendone altrettante. Tra queste, il pastello realizzato da Guccione che dà il titolo alla mostra, “Al più amato Giovannino d’Italia”. L’inaugurazione è il 26 dicembre nell’atelier della Pinacoteca comunale e nel Salone delle Mostre della Fondazione Gesualdo Bufalino. “Questa mostra – ha detto Salvatore Schembari (Fondazione degli Archi) – è una vetrina di circa ottanta artisti che hanno realizzato disegni, pastelli, oli e foto d’arte ispirate a mio padre. Una collettiva dedicata al maestro Guccione, scomparso da poco”. Il finissage è il 27 gennaio, giorno in cui sarà proiettato il film documentario di Carlo Lo Giudice “Padre Nostro”, (Italia, 2008).
Spazio per la musica (sperimentale ed elettronica) con la presenza di vari artisti, alcuni dei quali hanno realizzato artigianalmente i loro strumenti: si succederanno Werto, Kinothon (Frametek + Canecapovolto), Siddhi, Riccardo Napoli + Salvatore Fallico e altri.
“Luce Finita Fest” ha avuto un prodromo: nel giorno della nascita di Bufalino, il 15 novembre, all’interno della personale “Die Zauberflöte”, Robustelli ha realizzato in estemporanea un ritratto dello scrittore, che rimarrà esposto per tutta la durata del festival e sarà donato alla Fondazione Bufalino.
“Luce Finita Fest – conclude Nunzio Andrea Zago – è un format arricchito da varie espressioni artistiche. Ringraziamo il comune, la Fondazione Bufalino e tutti i partners che stanno sostenendo questa iniziativa, che vuole essere una grande scommessa culturale per la città”.

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