Loculi inagibili al cimitero di Modica: la politica si muove e il Comitato chiama tutti attorno a un tavolo

Non più un problema che riaffiora soltanto alla vigilia della commemorazione dei defunti. A Modica la questione dei migliaia di loculi inagibili del Cimitero torna al centro del dibattito politico e civile con l’obiettivo dichiarato di andare fino in fondo e trovare una soluzione strutturale.

Da anni intere porzioni del camposanto versano in condizioni di grave degrado. Strutture realizzate tra gli anni Sessanta e Novanta da confraternite religiose, opere pie, parrocchie e associazioni culturali – come la Società Carlo Papa, la Confraternita San Paolo, il SS. Salvatore e l’Associazione Di Vittorio – presentano oggi segni evidenti di ammaloramento, in alcuni casi con pericolo di crollo. Transennamenti parziali si susseguono dal 2012; per la sola struttura dell’Associazione Di Vittorio, che ospita circa quattromila loculi, l’inagibilità totale è stata definita dal Genio Civile il 7 giugno 2021.

Un quadro che non riguarda solo il decoro, ma la sicurezza pubblica e la dignità dei defunti e delle loro famiglie. Nel tempo si è sommata una serie di criticità: l’assenza o irreperibilità dei responsabili di alcune associazioni concessionarie, la mancata consegna al Comune dei registri dei proprietari dei singoli loculi, l’impossibilità di ricostruire con certezza titolarità e concessioni su aree demaniali comunali. A ciò si aggiunge, secondo il Comitato Pro-Cimitero Storico, una lunga disattenzione politica e amministrativa, che avrebbe impedito di attivare per tempo interventi “in danno” previsti dalla legge per garantire la pubblica incolumità.

Il tema si intreccia anche con la condizione finanziaria del Comune di Modica, oggi in dissesto, che limita fortemente la capacità di intervento diretto. Negli ultimi mesi, però, qualcosa si è mosso. Il caso è approdato all’Assemblea Regionale Siciliana con una serie di atti ispettivi trasversali.

L’on. Ismaele La Vardera ha presentato nell’ottobre 2025 un’interrogazione a risposta orale al Presidente della Regione Siciliana e agli assessorati competenti, chiedendo interventi urgenti di supporto, coordinamento e l’attivazione di risorse straordinarie, anche comunitarie.

Il 25 novembre 2025 è stata la volta dell’on. Stefania Campo, che ha chiesto l’istituzione di un ufficio ispettivo di vigilanza sul Comune di Modica e la valutazione di poteri sostitutivi, oltre alla destinazione di fondi straordinari per la messa in sicurezza delle aree a rischio.

L’8 febbraio 2026, in audizione presso la IV Commissione Ambiente e Territorio, l’on. Ignazio Abbate ha sollecitato l’inserimento delle problematiche del Cimitero storico nel piano di misure straordinarie post-emergenza della Regione.

Infine, l’11 febbraio 2026, l’on. Nello Di Pasquale ha depositato un’interrogazione urgente chiedendo un intervento immediato del Governo regionale, anche attraverso l’attivazione di poteri esecutivi e l’utilizzo dei fondi previsti dalla legge regionale 3/2025 per i comuni in dissesto, oltre all’intercettazione delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027.

Alla luce di questi sviluppi, Piergiorgio Barone, a nome del Comitato di Volontari Pro-Cimitero Storico di Modica e dei familiari dei defunti, ha indirizzato una lettera aperta ai parlamentari regionali Ignazio Abbate, Giorgio Assenza, Stefania Campo e Nello Di Pasquale, per conoscenza alla sindaca Maria Monisteri, alla presidente del Consiglio comunale Maria Cristina Minardo, all’assessore ai Servizi cimiteriali Saro Viola e al vescovo della diocesi di Noto, mons. Salvatore Rumeo.

La richiesta è chiara: convocare con urgenza un tavolo di lavoro alla presenza di tutte le istituzioni coinvolte e dei rappresentanti del Comitato, per far convergere in modo trasversale e partecipativo le forze politiche e istituzionali. L’obiettivo è verificare concretamente la possibilità di ottenere finanziamenti e programmare lavori straordinari di recupero e messa in sicurezza dei manufatti funerari di tutte le associazioni e confraternite coinvolte.

Non solo per evitare crolli e danni a persone, ma per restituire dignità ai defunti e serenità alle famiglie.

Questa volta, assicurano dal Comitato, non si tratta di una mobilitazione simbolica o stagionale. La volontà è andare oltre le polemiche, superare rimpalli di responsabilità e costruire un percorso operativo condiviso. Ora la parola passa alle istituzioni: dalla disponibilità a sedersi attorno a un tavolo potrebbe dipendere non solo la sicurezza di un luogo, ma la credibilità stessa della risposta pubblica a un problema che dura da troppo tempo.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it