L’IO PENSANTE

Nel fare la disamina dell’andamento dei diversi modi di essere di ogni uomo,ammetto umilmente di non essere stato originale. Già prima di me, e sicuramente elencando casi molteplici,anche in maniera stilisticamente più aulica,migliaia di sociologi e filosofi hanno descritto i più svariati fenomeni comportamentali che caratterizzano le società civili di ogni epoca. Tuttavia chiunque,me compreso,dotato di sufficiente senso civico e spirito critico in buona fede,è in grado di analizzare nuove forme di comportamento anomalo emergenti dalle interazioni sociali. Nel nostro tempo è sempre più frequente il deleterio fenomeno di ingiustificata deferenza, che talvolta diventa meschina adulazione nei confronti di soggetti appartenenti a categorie sociali di prestigio. Personalmente vorrei citare al riguardo alcuni episodi paradossali dei quali sono stato inebetito spettatore.

Il sindaco di una città entra al bar per consumare un distensivo caffè, ove alleviare lo stress della sua “intensa attività”. In quel frangente, all’unisono si sono alzati contemporaneamente quattro o cinque avventori del locale ,tutti in competizione nel fargli la gentilezza di offrirgli la consumazione. Il povero primo cittadino a quel punto si è sentito talmente imbarazzato,da rinunziare al suo tonificante caffè, e, adducendo una scusa banale, è uscito immediatamente, per una fuga opportuna.

Talvolta,dovendomi recare in ospedale per motivi personali o indirettamente tali, noto con derisione alcuni primari(non tutti) di reparti,sempre seguiti, se mi passate il termine, con evidente cortigianesimo, da un codazzo di assistenti, aspiranti in carriera, medici e infermieri collaboratori, come centurioni alla testa delle loro armate e coorti, che camminano spediti con lo sguardo fisso in avanti. Qualche paziente o parente in visita gli rivolge educatamente un timido saluto, quasi preoccupato di urtarne la suscettibilità nel suo superbo incedere; ebbene il saluto non viene quasi mai ricambiato.

Nel corso di una delle tante manifestazioni canore,che si svolgono in estate all’aperto presso una borgata marinara,sempre affollatissime di gente,un signore chiede cortesemente ad un organizzatore un posto a sedere; costui di rimando risponde negativamente,dicendo che si sono esaurite le sedie di quella platea, improvvisata per l’evento. Poco dopo,mentre io osservo sornione la scena da breve distanza, arriva un signore con la propria consorte. Questi si insinua disinvolto tra la gente, bravo quanto un provetto sciatore di slalom gigante,fino a giungere sotto il palco di esibizione degli artisti. Notato dall’organizzatore di cui sopra,viene immediatamente salutato con riguardo dallo stesso (con l’immancabile riverenza per la signora) che prontamente gli mette subito a disposizione due poltroncine in prima fila per assistere allo spettacolo: si può dire solo una cosa, RIPUGNANTE!!!!!!!.

Era l’assessore comunale di un piccolo centro cittadino limitrofo. Ma perché? I posti non erano numerati una volta tanto, lo spettacolo poteva essere visto da tutti, indistintamente in ordine sparso. L’organizzatore aveva reconditi interessi, e a chi mostrava innocente meraviglia, sembrava che rispondesse in modo pirandelliano: “Così è se vi pare”!!!

 

 

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