LETTERA A TUTTA LA CITTA’

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Carissimi,

nella nostra Chiesa Madre l’Apostolo Simone, che Gesù volle chiamare Cefa, cioè Pietro (in aramaico Kēfā significa “pietra”), molto opportunamente, nell’artistico gruppo statuario uscito dalle creative e abili mani del Civiletti, è rappresentato non con i segni del potere temporale bensì in una condizione di povertà, via necessaria per condividere la forza liberante e sanante del Vangelo: all’uomo storpio seduto a chiedere l’elemosina alla porta “Bella” del Tempio di Gerusalemme, Pietro con grande libertà poté dire una “parola bella”, l’e-vangelo (una bella notizia): «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, alzati e cammina» (At 3, 6).

            L’attuale vescovo di Roma, papa Francesco, ci sollecita con le parole e con l’esempio a pensarci come Chiesa che vive con gioia e responsabilità nella compagnia degli uomini e delle donne, condividendo con tutti il Vangelo che, prima di essere un contenuto di dottrine, è la Persona di Gesù Cristo il Nazareno morto e risorto, presente, come lui tesso ha promesso, per sempre nel mondo fino alla consumazione dei secoli (cfr. Mt 28, 20).

La via dei poteri di questo mondo, pertanto, non è confacente al Vangelo. La forma della Chiesa, mentre cammina nel mondo, deve sempre più assomigliare a quella del suo Signore e Maestro che da ricco si fece povero per arricchirci della sua povertà (cfr 2Cor 8, 9).

            Abbiamo pensato, pertanto, a una festa che, nell’intenzione e nelle sue proposte, fosse un umile richiamo alla speranza manifestata da papa Francesco nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium (La gioia del Vangelo): «Desidero una Chiesa povera per i poveri» (n. 198). Una festa che ci aiuti ad essere compagni cordiali e attenti ai tanti bisogni di chi vive accanto a noi o di chi approda nelle nostre città  attraversando il Mare Nostro,  da sempre crocevia di incontro di culture e di popoli. 

Quest’anno a causa dei lavori di manutenzione del ponte Guerrieri, essendo il traffico automobilistico convogliato a senso unico su Corso Umberto I, dietro richiesta dell’Amministrazione Comunale e della Polizia Municipale, purtroppo non potrà avere luogo la processione con l’artistico simulacro di S. Pietro. MA FAREMO FESTA UGUALMENTE. Una interruzione che non ci ha bloccati nel pensare e realizzare una festa che crei ponti di amicizia, di accoglienza, di attenzione a chi rischia di rimanere inascoltato o schivato ai margini delle strade e delle porte delle nostre città o nelle periferie del mondo.

Per questo motivo, visto che l’Amministrazione Comunale ha assicurato l’Illuminazione Artistica, i Fuochi d’Artificio e la Civica Filarmonica, destineremo una parte della raccolta delle offerte per coprire le spese delle diverse iniziative culturali e ricreative  in programma, e la rimanete parte al Fondo di solidarietà per sostenere le famiglie delle Piccole Imprese e degli Artigiani colpite dalla grave crisi economica e per il supporto economico delle Case di pronta accoglienza del Progetto vicariale Il Portico di Betsaida che da due anni ospita persone e famiglie senza casa, compresi alcuni profughi. Inoltre il Gruppo giovani 3P della Parrocchia organizzerà un sorteggio per sovvenzionare una microrealizzazione a Muhanga (Congo).

CIASCUNO DI NOI È UN PROTAGONISTA DELLA FESTA.

Vi ringraziamo di cuore perché, ne siamo certi, contribuirete fattivamente a renderla possibile come opportunità di convivialità solidale per l’intera Città.

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                                                           Don Corrado Lorefice, don Rosario Rabbito e la Comunità parrocchiale

 

 

 

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