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L’ESTATE 2
02 Ago 2012 16:58
Che l’estate sia uno degli strumenti principali attraverso cui si costruisce la soggettività nella democrazia finanziaria?
Una domanda che sembra celare un’affermazione. Che appare, a sua volta, ardita.
Ma ragioniamo serenamente.
L’estate è il tempo dell’anno in cui più si produce il distacco dalla dimensione politica. L’hula hop, il twist, le balere, i jukes box negli shalet, il gommone e il pedalò, il bikini e il bermuda, la sera tirata a tardi a birra e a gelati, le code in autostrada, il cantagiro, erano già tutti elementi perfettamente funzionanti negli anni del miracolo economico (che di miracoloso avevano, forse, solo le conquiste sociali e politiche dei lavoratori). Oggi più che mai, i contenuti circolanti della fenomenologia estiva hanno il merito di fornire un ottimo alibi alla sempre crescente disaffezione per la vita pubblica, favorendo il ritiro nel self-enjoyment che tanto comodo fa a chi in realtà non smette mai di produrre il suo plus-valore, ideologico prima che economico.
Le voci che provengono dai nostri apparecchi televisivi sembrano divenire eco lontane. Le notizie ristrette ad una forma balneare, si incaricano di riassumere ulteriormente quanto già normalmente propongono nel riassunto ipercontrollato della realtà. Si accende la TV e si officia il rituale della temporanea separazione dalla realtà, facendosi forti della proverbiale capacità italica di “sapere” tutto senza apprendere nulla (“ma tanto cosa vuoi che succeda con questo caldo: anche LORO sono in vacanza!”).
Ciò che durante il resto dell’anno ha bisogno di pena, afflizione, colpa per garantire una continuità altrimenti rigettabile alla condizione del debito permanente, d’estate si accontenta della disattenzione e della mancanza di centro, che funzionano adeguatamente come elementi stranianti.
Ciò che non vediamo è poi ciò che sistematicamente troviamo, ai primi freschi settembrini: manovre finanziarie, leggine acconciate, impasti e disimpasti politici, il tutto condito da quell’alone di ineluttabilità che poi ci farà accendere la tv – per il resto dell’anno – vogliosi di sapere e altrettanto inconsapevoli che i TG nazionali a reti omologate continueranno a non dire ciò che in estate NON hanno già detto!
E’ estate. Non tiriamola troppo per le lunghe.
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