Legambiente contesta le nuove trivellazioni nella piattaforma Vega B

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Edison dichiara di scommettere sull’energia pulita definendo lo sviluppo delle rinnovabili ma non rinuncia a insistere nella realizzazione della piattaforma di petrolio a mare Vega B, minimizzando i rilievi già evidenziati da Legambiente la quale ha presentato nei giorni scorsi le controdeduzioni alla risposta di Edison alle  osservazioni dell’associazione ambientalista.

Lo sostiene  Claudio Conti , presidente del circolo Il Carrubo il quale evidenzia che la costruenda piattaforma Vega B rientra all’interno della fascia di protezione delle dodici miglia dal sito di interesse comunitario “Fondali Foce del Fiume Irminio” all’interno della quale sono interdette le trivellazioni ,

La fascia di protezione  sorgerebbe su una delle più importanti strutture tettoniche dell’area iblea , la Linea di Scicli, rappresentata da  una faglia orientata NNE-SSW che è considerata attiva anche per la presenza di vulcani di fango sul fondale marino, e le trivellazioni potrebbero scatenare terremoti.

Il livello di progettazione sembra non in linea con le esigenze richieste da una istruttoria di Valutazione di Impatto Ambientale,

Il progetto di trivellazione non è in grado  di fornire ogni informazione utile alla corretta valutazione degli impatti ambiental.

 Legambiente, afferma Claudio Conti,  continuerà a lavorare perché Edison rinunci ad un investimento rischioso per l’ambiente per il mare e per l’intera economia dell’area iblea  .

 

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