Riparte un’opera attesa da anni nel territorio ibleo. L’ASP di Ragusa ha dato il via libera definitivo ai lavori per la realizzazione del Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di Pozzallo, con l’adozione della delibera n. 907 del 24 aprile. Un passaggio decisivo che consente di riavviare il cantiere dopo lo stop seguito alla risoluzione del […]
L’associazione “Donne a Sud” a confronto con Asp Ragusa
05 Ott 2017 16:52
Anche quest’anno *Donne a Sud* è tornata all’ASP di Ragusa, con un progetto formativo studiato appositamente per l’azienda sanitaria e che si è concluso ieri. Rivolto principalmente agli operatori sanitari, gli incontri hanno visto la partecipazione attenta anche di assistenti sociali e psicologi. Il titolo scelto quest’anno, per la terza edizione, è stato “La violenza contro le donne: un potente fattore di rischio per la salute”, partendo dai risultati di numerose ricerche scientifiche che dimostrano un nesso importante tra violenza domestica e malattie psicosomatiche, fino ad arrivare ai tumori, soprattutto al seno.
In apertura è intervenuta la Presidente Sabrina Mercante, che ha portato il saluto dell’associazione. Tra i relatori che hanno preso la parola nel corso degli incontri, che si sono svolti nei locali che l’ASP ha gentilmente messo a disposizione a Vittoria, Ragusa e Modica, l’Avv. Rossana Caudullo, il GIP presso il tribunale di Ragusa dr. Andrea reale, il dr. Marcello Ribbera, già sostituto commissario della Squadra Mobile di Ragusa, e la psicologa dell’associazione, la dr.ssa Deborah Giombarresi, Tullio Scrimali, Professore Aggregato di Psicologia Clinica presso l’Università di Catania (Facoltà di Medicina e Facoltà di Psicologia) e la prof.ssa Graziella Priulla, saggista e già docente di sociologia nell’ateneo etneo.
“Sin dal momento della nostra nascita – dichiara l’Avv. Caudullo – il nostro obiettivo è stato duplice: aiutare concretamente le vittime di violenza attraverso un centro ascolto efficiente e professionale e collaborare con tutti gli enti disponibili, per formare operatori e sensibilizzare al problema. Siamo entrate nelle scuole, in carcere, negli ospedali con i corsi e il codice rosa, in Prefettura. Viviamo in una società che ogni due-tre giorni deve seppellire una donna, e quasi sempre i carnefici sono persone di cui lei si fidava: amici, fidanzati, mariti, parenti, ex compagni, genitori o figli. Questi corsi rivolti all’ASP – conclude la rappresentante legale dell’associazione – servono a far si che operatori già molto attenti e preparati imparino a cogliere ogni piccolo elemento che, nell’atteggiamento di una donna che arriva in ospedale, possa celare la violenza, per aiutarla a guarire non solo le ferite del corpo ma anche quelle dell’anima. Un ringraziamento ai vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale per l’attenzione e la disponibilità che ci continua a riservare”.
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