La Sicilia ultima nelle dichiarazioni di volontà sulla donazione di organi. A Ragusa, l'indice del dono è del 44,76 - Ragusa Oggi

La Sicilia ultima nelle dichiarazioni di volontà sulla donazione di organi. A Ragusa, l’indice del dono è del 44,76


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La Sicilia ultima nelle dichiarazioni di volontà sulla donazione di organi. A Ragusa, l’indice del dono è del 44,76
Ragusa
3 dicembre 2020 17:00

La Sicilia e’ ultima in Italia nelle dichiarazioni di volonta’ sulla donazione degli organi registrate negli uffici anagrafe, ma il comune di Ustica e’ il primo tra le comunita’ con meno di 5mila abitanti. Il dato emerge dall’ “Indice del Dono 2020”, il rapporto elaborato dal Centro Nazionale Trapianti per valutare i risultati della raccolta delle dichiarazioni di volonta’ sulla donazione di organi e tessuti attraverso il rilascio o il rinnovo della carta d’identita’ elettronica.

A Ustica piu’ di 8 cittadini su 10 hanno scelto di registrare la propria volonta’ alla donazione e piu’ di 7 su 10 hanno detto di si’, un risultato che fa del piccolo comune siciliano di 1.318 abitanti il migliore in assoluto in Italia. Tra I Comuni siciliani con piu’ di 100mila abitanti, Catania ha un indice del dono del 40,36 %, Palermo del 43,89%, Siracusa 47, 33%, Messina 49,35. Dai dati relativi alle province emerge che Enna e’ 80sima in Italia con un indice del dono del 48,58, seguono Messina (47,78), Palermo (45,96), Trapani (45,45), Siracusa (44,86), Ragusa (44,76), Agrigento (43,34), Caltanissetta (43,11), Catania (42,88).

Tra le regioni, la Sicilia e’ all’ultimo posto con un indice del 44,92 per cento. Tra i segnali di allerta registrati dall’analisi dei dati nazionali, c’e’ la crescita del tasso di opposizione alla donazione: piu’ di 3 cittadini su 10 si dichiarano contrari alla donazione (34% i “no” censiti nel 2020 contro i 32.8% dell’anno precedente).

“Questi dati – commenta Giorgio Battaglia, Coordinatore regionale del CRT – ci inducono a ritenere che bisogna impegnarsi con maggior vigore nelle champagne di sensibilizzazione coinvolgendo le amministrazioni locali. Le campagne di comunicazione devono essere rinnovate periodicamente per mantenere viva l’attenzione dei cittadini e al contempo e’ necessario offrire una formazione piu’ capillare agli operatori degli uffici anagrafici, in modo che, cosi’ come prevede la normativa, possano offrire questa possibilita’ a tutti i cittadini in modo chiaro e informato”.


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