LA NOSTRA AGRICOLTURA PAGA IL PREZZO DI TUTTI GLI ALLARMI


In ordine al batterio E.coli, Confagricoltura Ragusa ribadisce l’assoluta necessità e urgenza di fare chiarezza su una vicenda che, tra notizie confermate e smentite, allarmismi generalizzati, spesso infondati, ha provocato e può continuare a provocare danni enormi economici e d’immagine al settore ortofrutticolo italiano, e in particolare alla provincia di Ragusa, prima provincia produttrice di ortaggi in Italia. L’associazione degli imprenditori agricoli ragusani chiede che venga fatto il punto  sulla gestione sanitaria dell’emergenza, ma anche sotto il profilo della gestione dei mercati, per arrivare a poter contare su un quadro globale e reale delle perdite subite dai produttori ortofrutticoli. 

“Accogliamo positivamente – afferma il presidente Sandro Gambuzza – l’intenzione annunciata in sede Ue di proporre risarcimenti finanziari ai produttori ortofrutticoli, le cui vendite sono crollate in seguito all’epidemia, fortemente danneggiati sul fronte dell’export, ma anche dei consumi interni. Le vendite continuano a scendere e per questo chiediamo che il settore possa ottenere i giusti e solleciti risarcimenti economici”. Il presidente di Confagricoltura Ragusa, Gambuzza, sottolinea, inoltre, che, anche secondo il rapporto del Sae (Sistema allerta europeo), le produzioni ortofrutticole italiane sono le più sicure per il consumatore, perché le più rigorosamente controllate dal punto di vista igienico sanitario. Confagricoltura Ragusa lancia, dunque, un accorato appello affinchè si possa continuare ad avere piena fiducia nel prodotto italiano.

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