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LA DISINFORMAZIONE SUL PARCO, TRA FALSI E COSE NON DETTE
05 Mag 2010 23:14
Fra le tante accusa rivolte a Legambiente ora si aggiunge quella del consigliere Celestre che ci accusa di ideologia culturale nel dibattito sul parco degli Iblei e di essere evasivi non avendo affrontato aspetti che riguardano alcune misure del PSR ( 123 e 125 ) e delle canalizzazioni della diga. Abbiamo sempre sostenuto che nel bilanciamento tra i vincoli che un’area protetta impone e i vantaggi e le opportunità che un parco crea, sono assolutamente preponderanti i secondi, secondo i dati scientifici ed economici disponibili difficilmente contestabili. Abbiamo già dimostrato come in diverse misure del Piano di Sviluppo Rurale le aziende all’interno del parco ricevono più risorse di quelle che ne rimangono fuori, cercheremo ora di dimostrare come per le misure 123 125 del PSR le imprese all’interno di un Parco non subiscono penalizzazioni. Nella Misura 125 gli investimenti per viabilità rurale interaziendale, opere di adduzione e distribuzione della risorsa idrica e opere di elettrificazione rurale interaziendale si possono eseguire in area parco purché sottoposte a valutazione di incidenza ambientale. D’altra parte questa possibilità è già prevista dall’art.12 comma 2 della legge 394 sui parchi che prevede che si possano realizzare infrastrutture strettamente necessarie in zona B, e a maggior ragione anche nella zona C, quella destinata ad attività agrosilvopastorali. I vincoli del Parco poi, non producono alcuna limitazione nell’accesso alla misura 123. Addirittura tra gli obiettivi di questa misura c’è quello della prevenzione degli impatti negativi delle attività agricole sulle risorse naturali con particolare riguardo al miglioramento della qualità dei prodotti, al risparmio idrico ed energetico e alla sostenibilità ambientale. E tutti gli interventi vanno realizzati compatibilmente con le necessità di protezione dell’ambiente (osservanza delle norme ambientali, risparmio idrico ed energetico, uso di fonti di energia alternative, riduzione dei fattori inquinanti). Per ultimo per beneficiare del sostegno finanziario derivante dalla misura 123 le imprese devono presentare un piano aziendale degli investimenti in cui si dimostra la sostenibilità finanziaria degli interventi ed il miglioramento del rendimento globale dell’azienda, compresi gli aspetti legati al rispetto dell’ambiente e del paesaggio. Con tutte queste prescrizioni in tema di tutela ambientale, molto simili a quelle che vigono in un parco, non si vede come non si possano realizzare questi interventi nelle aziende all’interno del Parco degli Iblei. Al contrario le aziende che non rispettano l’ambiente e il paesaggio in senso lato potrebbero non accedere i benefici della misura 123. Tutto questo per la precisione, della quale mancano del tutto gli oppositori al Parco. Come per precisione bisogna dire che : Oggi tutto il territorio del comune di Ragusa è escluso dagli assi 3 e 4 del PSR; invece con la creazione del Parco degli Iblei le aziende del comune di Ragusa potranno accedere ai finanziamenti dell’asse 3 e in particolare alla misura 323, e con essa a contributi per il ripristino dei muri a secco, dei terrazzamenti (es. Cava S.Leonardo) e di edifici isolati di interesse storico-architettonico rurale quali ad esempio tutti i mulini della cava Misericordia e non solo. Per quanto riguarda infine le canalizzazioni è necessario precisare che i due lotti irrigui sono fuori dall’area parco e che il primo lotto relativo all’adduttore è già stato realizzato. In merito all’acqua da distribuire, essendo il fiume Irminio area SIC bisognerà comunque, parco o non parco, garantire il minimo flusso idrico vitale al corso d’acqua ed ogni intervento che riguarda prelievi idrici va, già oggi, sottoposto a Valutazione di Incidenza.
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