Le nanoplastiche sono state rilevate nel sangue umano e perfino nella placenta. Un tema sempre più centrale nel dibattito scientifico internazionale e che è arrivato anche al Parlamento Europeo, dove il professor Antonio Ragusa ha acceso i riflettori sui possibili rischi per la salute pubblica. Secondo gli studi presentati nel corso dell’incontro, le particelle di […]
LA CARITAS RILANCIA LA “DECIMA DELLA FRATERNITÀ” E LE “SENTINELLE DELLA MISERICORDIA”
28 Set 2013 06:49
Continuiamo nei Centri di aiuto delle parrocchie a ricevere tantissime richieste di aiuto. I Centri sempre più si sono attrezzati per contrastare furbizie, per capire bene reali bisogni, per andare oltre la richiesta dialogando e visitando. In molte parrocchie una o più domeniche al mese sono destinate a raccogliere generi alimentari o altro (comprese offerte mirate all’aiuto). Resta però il problema che non ci sono risorse sufficienti per aiutare. A fronte di questo crescente disagio, si continua spesso a mantenere uno stile di vita non fraterno. Continuano spese eccessive per svaghi, feste, perfino per il lusso. Per i cristiani, ma anche per ogni donna e uomo di buona volontà, questo non è possibile! Se si vuole restare umani! Se si vuole essere veri discepoli di Cristo! Per questo è necessario – per restare anzitutto umani, oltre che per aiutare – darsi forme e modi di prossimità, di condivisione, di presa in carico. L’ideale è il volontariato gratuito, l’ideale è essere disposti a gemellaggi con le famiglie in difficoltà che spesso non hanno bisogno solo di aiuto materiale, ma di un’amicizia entro cui poter inserire forme di educazione al risparmio o per le quali c’è bisogno di coinvolgere altri in alleanze con cui sostenere. Il minimo è un aiuto materiale che nasca da qualche rinuncia, ad iniziare dalle spese superflue. Per questo già l’anno scorso abbiamo lanciato la “decima della fraternità”, ovvero l’invito a chiarire a se stessi e nel dialogo familiare quali spese sono in più, sono per il superfluo, ed almeno su queste dare una decima parte per i poveri. Lo stesso si può fare in occasioni (matrimoni, anniversari, compleanni) o in iniziative collettive (gite). Oppure, lo si può fare da parte di tanti che, oltre lo stipendio, hanno somme aggiuntive: e c’è chi lo fa, per fortuna (alcuni insegnanti di ruolo se fanno scuola privata chiedono di dare un’offerta per i poveri, penultimo in ordine di tempo c’è stato un insegnante che l’ha dato dalla somme aggiuntive per le funzioni scolastiche, ultimo un pensionato che ha dato la differenza tra la sua pensione e una pensione media!). Papa Giovanni amava dire che “il nostro superfluo va misurato almeno dal tenore medio di vita che c’è attorno a noi e per i cristiani dal tenore di vita dei poveri che incontriamo, in cui c’è Gesù Cristo”. Ed è stato bello, in un dialogo con monache contemplative, sentire dire da loro che la “decima della fraternità” è un’iniziativa bella e concreta, come l’altra – le “sentinelle della misericordia” – che invitano tutti ad accorgersi di ciò che accade nella propria via e segnalarlo: alla parrocchia se c’è un ammalato da visitare, alle istituzioni e ai servizi pubblici se c’è qualcosa che non funziona. Come amava dire don Pino Puglisi: “Se ognuno di noi fa qualcosa, allora si può fare molto”. Usciremo dalla crisi aiutando, sollecitando una politica veramente attenta al bene comune e a politiche sociali intelligenti e capaci di valenza educativa, ma anche ne usciremo se ci metteremo tutti un po’ in gioco: potremo anche dire che, se lo faremo, ne usciremo tutti migliori. E problemi come la sicurezza per i quali sembra ci voglia solo un controllo esterno (pur necessario), potrebbero anche superarsi con maggiore incisività. Ci appelliamo allora a tutti, ciascuno a partire da se stesso e tutti insieme creando dal basso alleanze di bene, con passione, gratuità, intelligenza.
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