L’ UNICO PRODUTTORE DI SALAME D’ASINO E’ DI CHIARAMONTE GULFI

Chiaramonte Gulfi da sempre nota per il  motto Qui si magnifica il porco, forse da oggi viene messo in discussione. Il maiale ha un degno concorrente o amico che è  l’asino. L’unico produttore in Sicilia di salame d’asino si trova in questa piccola cittadina in provincia di Ragusa, Chiaramonte Gulfi, infatti presso la bottega del signor Massimiliano Castro è possibile acquistare carne d’asino ma soprattutto il salame poco grasso, apprezzato da chi non ama la carne di suino e per chi sta attento al colesterolo”Due anni fa è partito il progetto sulle carni d’asino -racconta il sig. Castro- senza nessun aiuto da parte di enti ma solamente a titolo personale. Noto come questa idea riscontra un certo stupore ma anche interesse da parte dei clienti. Anche coloro che inizialmente erano scettici all’idea di poter mangiare carne di asino, si sono ricreduti. Settimanalmente si macellano solo puledri giovani, e presso la mia bottega si trova: sia la carne, con la quale si prepara lo stracotto d’asino ma si presta anche per altre ricette, sia il salame d’asino ”Anche al Nord viene prodotto questo tipo di salame, ma quello che viene fatto dal signor Castro presenta solo ed esclusivamente carne di asino senza aggiunta ti suino .”Io vengo da Perugia, il mio medico mi ha consigliato di consumare carne d’asino- così racconta un cliente -ho saputo tramite amici siciliani che qui a Chiaramonte Gulfi vi è un punto vendita, dove vengo periodicamente a comprare”. Abbiamo chiesto alla signora perché non compra questa carne nel suo macellaio di fiducia a Perugia, la signora ha risposto che il suo macellaio quando gliene ha parlato ha sorriso anche perché dalle loro parti non ci sono asini mentre nel territorio ibleo vi sono diversi allevamenti di asini. Ci si è accorti come gli allevamenti siano ricchi di asini anche maschi, quindi per non avere una perdita le aziende hanno pensato di sfruttare la carne diventando un piatto prelibato e ricercato. La carne è ricca di ferro, di oligominerali con basso contenuto di colesterolo, ma soprattutto di glicogeno che né è presente il doppio di quello contenuto nella carne bovina. Questa è ideale per chi si sottopone a diete ipocaloriche ma anche  per  bambini, anziani e cardiopatici. Grazie ai finanziamenti per incentivare l’allevamento dell’ asino ragusano, oggi in via d’estinzione, si è avviata da  parte dall’assessorato regionale agricoltura  e forestale  la commercializzazione dei derivati della razza equina. La sede operativa della SOAT 35 in collaborazione con due dipendenti dell’università di Camerino, hanno effettuato dei test biochimici su questo. Sappiamo che l’allevamento di asini nasce dalla necessità di sostituire il latte materno per quei bambini che hanno intolleranza e allergie. Il latte d’asina è quello che si avvicina di più al latte umano, per composizione organolettiche e per questo motivo rappresenta l’unica alternativa naturale ai prodotti commerciali come “il latte di soia” e il “latte idrosilato”. Gli asini presenti in Sicilia sono riconducibili all’asino di Pantelleria diffuso in provincia di Trapani ed “alla razza siciliana” diffusa nel  territorio insulare. Le due “razze” sono state incrociate tra di loro e con l ‘asino di Martina Franca, con qualche insanguamento dell’Asino Catalano, così si avviarono una serie di i incroci ottenendo buoni risultati. In provincia di Ragusa sono presenti asini con buone caratteristiche di sviluppo e conformazione. L’asino ragusano si caratterizza per il suo mantello baio scuro con ventre ”di biscia o di cervo”, muso grigio a peli rasati, criniera e coda nere, testa non pensante, profilo quasi rettilineo, fronte larga e piatta, occhi circondati  da  pelo bianco, orecchie dritte e di media lunghezza, groppa larga e arti robusti. Riconosciuto come razza nel 1953, dopo un lavoro di selezione. L’istituto di incremento Ippico di Catania, che tiene il registro anagrafico, riuscì a fissare delle caratteristiche tipo. L’idea innovativa pensata dal signor Massimiliano Castro ha interessassero alcune riviste del settore come “Travelfood”, ”La via del gusto”, ”Il golosario” di Paolo Massobrio, ma anche giornali come “L’Espresso”, “Il Giornale”, riviste tedesche e persino su Facebook. (Elisa Ragusa).

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