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Kim torna a correre: la cagnetta con una protesi 3D scrive una storia di rinascita in provincia di Ragusa
03 Giu 2026 10:30
Una storia di rinascita, tecnologia e amore per gli animali arriva dalla provincia di Ragusa e ha come protagonista Kim, una cagnetta di tre anni che, dopo un grave incidente, ha perso una zampa ma non la voglia di vivere.
La sua vicenda inizia nell’ottobre 2025, quando viene trovata abbandonata tra Chiaramonte Gulfi e Pedalino: ferita, debilitata e con un moncone al posto della zampa posteriore sinistra. A salvarla sono stati i volontari del “Canile Rifugio degli Iblei Achille Birotto”, che l’hanno accolta e curata con costanza, permettendole lentamente di riprendersi.
Nonostante il recupero fisico, per Kim sembrava difficile immaginare un futuro diverso: una cagnetta disabile, spesso destinata a restare invisibile agli occhi di chi cerca un’adozione. Ma qualcosa è cambiato.
La svolta arriva grazie all’incontro con il tecnico ortopedico ragusano Pietro Di Falco, che ha deciso di prendersi cura di lei non solo professionalmente, ma anche personalmente. Da questo incontro nasce un progetto innovativo: una protesi realizzata su misura grazie alla stampa 3D.
Il dispositivo è frutto di un lavoro di squadra che ha coinvolto anche Mattia Biazzo per la progettazione e stampa 3D, Giuseppe Cirnigliaro per la laminazione e termoformatura e Marco Guccione per l’assemblaggio e la finitura. Le parti esterne sono in acciaio, mentre l’invaso che accoglie il moncherino è in materiale TPU, progettato per essere resistente ma facilmente sostituibile in caso di usura.
Kim ha accettato la protesi fin dal primo momento, iniziando rapidamente a recuperare i movimenti e migliorando sensibilmente la propria qualità di vita.
Il progetto non si ferma alla sola realizzazione tecnica. Pietro Di Falco ha infatti deciso di seguire personalmente Kim anche in futuro, garantendo manutenzione e assistenza gratuita della protesi.
Oggi Kim alterna momenti di riabilitazione nella stanza vicina alle officine dove nasce la sua protesi, ai rientri al canile dove continua il suo percorso di recupero. La sua vita quotidiana è già cambiata: la protesi potrà essere rimossa in casa e utilizzata all’aperto, permettendole di correre e muoversi quasi come un cane sano.
Un ruolo fondamentale lo hanno avuto anche i volontari e il personale che si sono presi cura di lei fin dall’inizio, tra cui il veterinario Francesco Savarino e i volontari del canile che non hanno mai smesso di credere nella sua ripresa.
La storia di Kim è oggi un esempio concreto di come la tecnologia, unita alla solidarietà e all’impegno umano, possa restituire dignità e futuro anche agli animali più sfortunati. Una seconda possibilità che, per Kim, è finalmente diventata realtà.
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