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INCIDENTI DOMESTICI PRIMA CAUSA DI MORTE PER I BAMBINI
25 Set 2013 15:13
La tragica morte di una bambina di 7 anni nei giorni scorsi all’ospedale Niguarda di Milano a causa di un boccone di brioche andatole di traverso, che le ha poi procurato una grave asfissia fino all’arresto cardiaco, ha fatto riemergere in tutta la sua drammaticità quella che è la paura, per non dire il terrore, di ogni genitore di bambini piccoli: la morte del proprio bambino per soffocamento.
Per Francesco Tanasi, Segretario nazionale Codacons, è necessario prevedere a livello normativo una intensa campagna informativa sulla manovra di Heimlich, un corso obbligatorio per insegnanti ed educatori e l’inserimento queste tecniche in modo obbligatorio nei corsi pre-parto.
Il Codacons aveva chiesto tutto questo fin dal maggio 2010, quando un bimbo di un anno morì soffocato per un boccone di pizza a Milano ed un bimbo di 19 mesi morì in provincia di Frosinone per una caramella.
Tanasi ricorda che per l’Organizzazione Mondiale della Sanità gli incidenti infantili costituiscono la prima causa di morte dei bambini. Dati allarmanti e agghiaccianti.
Molti di questi incidenti accidentali, però, potrebbero essere prevenuti se solo ci fosse maggiore informazione e se si seguissero alcuni accorgimenti.
In caso di soffocamento, ad esempio, è indispensabile che i genitori conoscano alcuni semplici cose da fare, come la Manovra di Heimlich (o le altre manovre di disostruzione pediatriche più adatte per i lattanti), purtroppo sconosciuta a mamme, papà, docenti e maestri.
Spesso queste nozioni non sono insegnate nemmeno a chi frequenta i corsi pre-parto.
Per questo Tanasi chiede con urgenza al Ministero della Salute e all’Assessorato Regionale alla Sanità una campagna informativa, fatta di opuscoli e spot televisivi, che mostri concretamente che fare in caso di soffocamento, di inserire queste tecniche in modo obbligatorio nei corsi pre-parto ed, infine, chiede al ministero dell’Istruzione e della Salute di organizzare corsi obbligatori per insegnanti ed educatori a tutti i livelli: dagli asili nido all’Università, dalle colonie estive agli oratori.
In queste circostanze, infatti, – conclude Tanasi- intervenire con immediatezza è indispensabile.
La sicurezza dei nostri bambini dipende, insomma, da quanto vengono informati e responsabilizzati gli adulti.
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