INCARDONA BACCHETTA SINDACO E…GLI AMICI DI SEMPRE

Qualche giorno fa, il commissario Unesco, Ray Bondin, delegato per il sud est della Sicilia, ha dichiarato che le perforazioni nel territorio ibleo non sono un problema per il mantenimento del riconoscimento Unesco, “a noi interessa la parte storica, monumentale e l’impianto urbanistico, le concessioni per le trivellazioni sono al di fuori della fascia protetta e non intaccano i centri storici, quindi non esiste alcun problema”, ha dichiarato, chiudendo di fatto la porta in faccia a chi, in nome della tutela ambientale, specula sulle trivellazioni in Val di Noto, cercando spazio nella politica e nei giornali, polemizzando con chi si adopera con impegno, trasparenza e devozione per il territorio.

La visita del Commissario Unesco dà la possibilità di ritornare sul problema della trivellazione a Scianna Caporale. Su Scianna Caporale la mia posizione è stata sempre chiara dal momento stesso in cui ho partecipato alla manifestazione organizzata dal Sindaco oltre un anno e mezzo addietro. Poiché mette a rischio l’approvvigionamento idrico della Città di Vittoria (così una perizia prodotta dal Comune) questa è una di quelle trivelle che va fermata.

Ma la questione per cui è sorta la polemica è evidentemente (tranne che per Granata) diversa. Nella città si è sviluppato un dibattito che da sinistra fino alla estrema destra ha contestato la mala gestio dell’Amministrazione Comunale nell’affrontare il problema al punto da provocare al Comune di Vittoria anche un presumibile danno di diversi milioni di euro. Il sindaco di Vittoria sta cercando di trasformare una vicenda locale in una battaglia di carattere generale per confondere le idee ai cittadini di Vittoria. Non sono d’accordo su come il sindaco ha condotto la sua azione. Più incisività ci sarebbe voluta già da quando aveva nella sua giunta l’MPA a cui poteva chiedere di intervenire sull’allora Assessore Regionale al Territorio e Ambiente Rossana Interlandi.

Il Sindaco ha scelto come strada maestra quella del ricorso amministrativo, che pure sarebbe stato opportuno e un giusto strumento se fosse stato tempestivo, legittimo ed  accompagnato anche da una battaglia politica per la revoca di quella concessione. Il sindaco sta cercando di coinvolgere e di trasportare la cittadinanza di Vittoria in una battaglia che non è intrapresa per difendere il territorio di Vittoria, ma per nascondere la sua cattiva gestione cercando di generalizzare la vicenda e sponde in esponenti di altri partiti che più o meno legittimamente e coerentemente sostengono un punto di vista che personalmente non condivido nei termini infra detti.

Solo qualche giorno fa, il Sindaco, dopo che il Cga ha rigettato il ricorso del comune, per due gravi motivi, ovvero la mancanza di titolarità da parte del comune a procedere contro la Panther Oil e il secondo, cosa ancor più grave, il ricorso presentato ben oltre i termini previsti dalla legge, ha chiesto al Presidente Lombardo un impegno del governo regionale per la revoca delle concessioni per le trivellazioni a Scianna Caporale. Non aver partecipato alla manifestazione organizzata dal Sindaco Nicosia contro le trivellazioni, ha voluto significare il disappunto per un’azione amministrativa sbagliata e tardiva, una condotta per così dire “leggera”, che non poteva in alcun modo essere appoggiata e portata avanti. Il mio appoggio per la revoca delle concessioni a Scianna Caporale non mancherà mai, qualora l’amministrazione comunale cominci a produrre fatti concreti e non si facciano solo strumentali passerelle politiche.

 Ribadisco: una cosa è dire che a Scianna Caporale non si deve perforare, posizione che condivido in pieno, prova ne sia la mia partecipazione alla manifestazione svoltasi in loco di cui ho già detto, altra cosa è dire di essere contrari alle trivellazioni tout court. Io sono, sulla questione di carattere generale “perforazioni si – perforazioni no” per un “si” condizionato, ovvero nelle zone dove non ci sono vincoli paesaggistici, monumentali, artistici, storici o  possibilità di danni per le comunità, la Sicilia e i siciliani devono potersi avvantaggiare dei beni presenti nel nostro sottosuolo.

La questione da affrontare invece è quella di verificare se e quali misure vengono o possono ancora venire a vantaggio del popolo siciliano. Il nostro sottosuolo può e deve essere sfruttato solo compatibilmente con la salvaguardia degli interessi dei siciliani, siano essi di carattere paesistico, naturalistico, monumentale, culturale ed economici. Secondo me, però, non è corretto dire e tanto meno ritenere che in tutta la Val di Noto non si deve perforare comunque; quindi anche nelle parti di questo territorio non sottoposto a vincoli o nelle quali è escluso il pericolo di danni alle comunità locali ed in presenza di  VIA favorevole.

Rispetto la posizione di Granata sul punto, anche se non la condivido. Ma vista la dichiarazione dello stesso riportata ieri su un importante quotidiano non posso non sottolineare e suggerire a l’On. Fabio Granata di andare a ricercare altrove le ragioni del calo del suo consenso. A parte il fatto che a Siracusa parlare contro ogni forma di attività legata al Petrolio non può che portare consensi, lo stesso dovrebbe dare piuttosto risposta ai dubbi di quanti si chiedevano come mai lo stesso da un lato prendesse posizione contro le trivellazioni e per il codice etico e nel contempo rimanesse in giunta non solo con un presidente indagato (Cuffaro) ma anche con assessore (Noè) al ramo che emetteva regolarmente gli atti necessari per il rilascio delle concessioni per le trivellazioni di idrocarburi.

Forse più che le posizioni sulle trivellazioni e/o sul codice etico ( argomento condiviso pressocchè da tutti i Partiti) la poca chiarezza e coerenza di chi come lui militando in un certo schieramento politico assume posizioni politiche, su molti argomenti, condivisi da altri Partiti diversi dal proprio,  che magari consentono (come capita volentieri a lui) di andare tutti i giorni sui giornali ma che inevitabilmente lasciano dubbiosi e perplessi gli elettori del proprio schieramento sulla attendibilità di chi così opera. Quindi a lui come a Nicosia dico: meno populismo e demagogia e più concretezza. (R.C.)

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it