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In provincia di Ragusa si vive, si lavora, si cresce e si costruisce futuro. Parola dei giovani immigrati di seconda generazione
24 Apr 2026 10:59
Sono loro, i ragazzi e le ragazze straniere di seconda generazione, la “voce” di un fenomeno che da quarant’anni ha un proprio ruolo nella terra iblea e, perchè no, nell’intera isola di Sicilia terra di facile approdo per migranti che arrivano dopo lunghe ed estenuanti traversate nel mare Mediterraneo in cerca di un nuovo futuro. Non sono sognatori ma sono giovani con idee chiare ed azioni concrete a cui si aggrappano nella speranza di non essere sempre “loro” ma il “noi” in un territorio. Toccante la riflessione, nell’ambito dei lavori di presentazione del dossier 2025 sul fenomeno dell’immigrazione che si sono tenuti nella sala accoglienza della Casa delle Culture – Mediterranean Hope di corso Mazzini a Scicli, quella di Khaoula Khalifa, giovane ragazza tunisina divenuta da mesi la voce della comunità islamica e straniera in città. Una città dove l’accoglienza, l’integrazione e la condivisione hanno creato da anni sostegno ed aiuto economico e sociale a chi ha scelto di venire in questa terra facendolo magari in una forma silenziosa seppure presente.
Ragazze e ragazzi di seconda generazione che hanno vissuto l’immigrazione non solo come tema di studio, ma come percorso di vita. Sono questi giovani a fare da ponte tra le famiglie e la società.
“Uno dei nostri ruoli principali è quello di essere portatori di voce. Voce della comunità verso le istituzioni, ma anche delle istituzioni verso la comunità, creando un dialogo reale – ha auspicato Khaoula Khalifa – intervenire oggi sulla provincia di Ragusa significa parlare di un territorio che non è solo coinvolto nel fenomeno migratorio, ma che ne è uno dei punti più significativi in tutta la Sicilia. Il Dossier Immigrazione racconta la presenza dell’immigrazione sul territorio, un prodotto statistico ma anche uno strumento che dà forma e forza a tante cose che viviamo ogni giorno. Dal lavoro di studio e ricerca, al quale fra gli altri ha lavorato Luca Schull che ringraziamo come facciamo anche per gli altri, abbiamo dati concreti. Dati che ci dicono chiaramente come Ragusa non è una provincia ‘secondaria’ nei processi migratori. Al contrario, è uno dei territori più significativi della Regione, con una forte presenza di popolazione straniera e un ruolo centrale nel sistema economico, soprattutto nel settore agricolo. Questo ci dice una cosa molto chiara: la presenza straniera non è marginale, ma strutturale. Intere filiere produttive si reggono sul lavoro dei cittadini stranieri. Eppure, accanto a questo contributo fondamentale, emergono forti disuguaglianze. Molti lavoratori stranieri sono impiegati in mansioni poco qualificate e faticano ad accedere a percorsi di crescita e stabilità. Accanto a questo, non possiamo ignorare un altro aspetto: nel nostro territorio, in aree come Marina di Acate, emergono ancora situazioni di forte vulnerabilità legate al lavoro agricolo. Parliamo di condizioni abitative precarie, lavoro irregolare e, in alcuni casi, sfruttamento. Un altro dato importante guardando al futuro, è quello legato alla scuola con la provincia di Ragusa ad avere il più alto numero di studenti stranieri in Sicilia. Questo significa che il futuro del nostro territorio è già interculturale”.
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