Impiego di un lavoratore senza permesso di soggiorno: una condanna e cinque assoluzioni

Una condanna e 5 assoluzioni in un processo celebrato davanti al giudice monocratico, che coinvolgeva 6 persone. Il capo di imputazione contestato a tutti, era per l’impiego, nelle loro aziende agricole, di un lavoratore senegalese senza permesso di soggiorno con l’aggravante dello sfruttamento, ovvero di averlo sottopagato e impegnato approfittando dello stato di necessità del giovane uomo. Uno dei proprietari delle aziende, difeso dagli avvocati Angelo Celeste e Massimo Garofalo, è stato condannato a 4 mesi di reclusione e 4mila euro di multa (pena sospesa e non menzione nel certificato penale). Il giudice ha inteso escludere l’aggravante dello sfruttamento e ha concesso le attenuanti generiche. Le cinque assoluzioni degli imputati (difesi dagli avvocati Santino Garufi, Giuseppe Battaglia, Valentino Coria e Giuseppe Russotto) sono arrivate nella sentenza emessa, con la formula del “perché il fatto non sussiste”, e del “perché il fatto non costituisce reato” per uno degli episodi segnalati. In favore del lavoratore senegalese, che si è costituito parte civile attraverso l’avvocata Liliana Battaglia, il giudice monocratico, Giovanni La Terra, ha disposto nel provvedimento, anche un risarcimento danni di 1.000 euro oltre al rimborso delle spese processuali. Il processo era iniziato ad aprile del 2023. Il lavoratore aveva riportato diversi episodi legali all’impiego in diverse aziende; dall’ultimo episodio che risaliva al 2020 (sei mesi di impiego a 35 euro al giorno per 11 ore al giorno), si andava fino al 2016; varie condizioni lavorative, dal mensile di 500 euro per un impiego anche di 15 ore al giorno, ai 25 euro giornalieri, senza riposo.

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