IL SINDACATO ISA ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 14 DICEMBRE

L’I.S.A (Intesa Sindacato Autonomo) interviene sulla manovra che alcuni definiscono “Salva Italia” altri “Lacrime e Sangue”  per informare gli italiani su ciò che a breve subiranno le loro tasche. Secondo le previsioni Istat, infatti, ogni famiglia dovrà affrontare una spesa del 7% in più per acquistare beni alimentari, circa 400 euro. Chi si sposta con i mezzi pubblici sarà costretto a pagare il 28-30% in più ovvero 48 euro, mentre per servizi bancari, mutui e bolli i costi cresceranno di circa 90 euro.

Per quanto riguarda carburanti, scattano con il nuovo anno le addizionali regionali in cinque regioni. Da ieri, infatti, la Toscana ha aumentato l’imposizione fiscale sulla benzina di 5 centesimi, il Lazio di 2,6 cent, la Liguria di 2,5 cent, le Marche di 5 cent, l’Umbria di 4 cent. L’impatto sui prezzi praticati sul territorio è stato deflagrante. Oggi la benzina ha raggiunto il nuovo livello record di 1,738 euro/litro, con punte di quasi 1,8 euro/litro in alcune aree del Paese, segnatamente al Sud e nel Centro, dove è  più  forte l’effetto addizionali. Poco conta che Tamoil abbia aumentato i prezzi raccomandati del prodotto leggero di 0,4 centesimi. Quello che impatta sono, come detto, le decisioni prese a livello regionale. Ne è la riprova la sostanziale stasi del diesel (non toccato dalle addizionali), attorno a quota 1,7 euro/litro.

Anche percorrere le autostrade significherà subire un’ennesima stangata per gli automobilisti italiani, che oramai sono avvezzi a mettere le mani in tasca e dare denaro allo stato. I pedaggi autostradali, infatti, sono aumentati  dal primo  gennaio. A quanto pare,  il  governo è in fase di preparazione del   decreto interministeriale, sulla base delle direttive  dei ministeri dell’ Economia e dello Sviluppo e delle Infrastrutture. Le società concessionarie delle autostrade vorrebbero un aumento oscillante tra il 3,5%  e il 5%. E’ bene ricordare che a fondare l’aumento annuale dei pedaggi autostradali è  la formula del “price cap”, secondo cui la crescita  non può superare un tasso corrispondente all’ inflazione, da cui  viene tolta  una quota della produttività.

Si continua con luce e gas: l’Authority per l’energia ha annunciato che le tariffe dell’elettricità saliranno del 4,9%, mentre quelle del gas cresceranno del 2,7% a causa dei ”persistenti rialzi delle quotazioni petrolifere e, per l’energia elettrica, anche gli incentivi alle fonti rinnovabili e i connessi costi per adeguare i sistemi a rete al nuovo scenario di produzione decentrata e intermittente”.

Cresce  inoltre, n un modo vergognoso ,del 6% l’assicurazione auto. Secondo il Centro Studi della I.S.A, in base alle previsioni Istat, questi aumenti sono insostenibili e condizioneranno l’economia già fragile delle micro e piccole imprese condizionando lo stile di vita di tanti italiani.

Come sempre gli aumenti saranno più pesanti solo per il ceto medio-basso mentre ad arricchirsi in tutto ciò, o per lo meno a restare indifferenti dinanzi a simili conseguenze economiche, saranno sempre i politici e le banche che godono dei più svariati privilegi che questo sistema ha da  offrire.

Il sindacato I.S.A., organizzazione sindacale Autonoma nata in Sicilia esattamente a Ragusa, ma presente in tutta Italia, con la propria segreteria Provinciale del luogo,  scende in piazza unitariamente alle altre OO.SS. a Ragusa il  prossimo 14 gennaio dichiarando che questi metodi di salasso generale imposte dal governo Monti, hanno colpito tutti i ceti sociali ,ed è per questo che hanno rigorosamente fatto sentire la propria voce, lamentandosi, contro i politici nazionali , Regionali e provinciali, per la situazione in cui ci hanno portati oggi, in un contesto mondiale.

“A breve saremo fagocitati  velocemente  in uno stato di  povertà – spiega Carmelo Cassia della segreteria Confederale I.S.A –  e questo porta noi Siciliani, uomini e donne, abituati a sacrifici pesanti sin dal tempo del dopoguerra, produttori di primizie, di agrumi, ortaggi, carne e latte, che per tanto tempo sono stati il termometro del sistema economico finanziario, a rivedersi proiettati in una pellicola riavvolta e impolverata da tanta storia che ci eravamo lasciati alle spalle, uscendo da un periodo di crisi e di fame.  Ma saremo capaci di farcela a superare tutto questo? Vi invitiamo dunque, tutti , lavoratori e famiglie a scendere in piazza. Sono finiti i tempi della divisione! Uniti e coerenti Tutti per uscire dalla crisi.”

 

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