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Il “ritocco” corre sui social ma lo studio era abusivo: i Carabinieri incastrano due finti professionisti dell’estetica
28 Giu 2026 15:29
Palermo – Si presentavano sui social come esperti di medicina estetica, promuovendo trattamenti e “ritocchi” attraverso una pagina dedicata, ma in realtà non avevano alcuna abilitazione professionale. Due giovani, un uomo e una donna di 28 anni, sono stati denunciati in stato di libertà dai Carabinieri della Stazione di Terrasini, insieme ai militari del N.A.S. di Palermo, con l’ipotesi di esercizio abusivo della professione medica.
L’indagine è partita nel mese di aprile a seguito della denuncia di una cliente, che aveva riportato un forte dissenso e criticità dopo un trattamento di medicina estetica eseguito a fine marzo. Da quel primo esposto sono scattati gli approfondimenti investigativi che hanno permesso ai militari di ricostruire l’attività dei due indagati.
Secondo quanto emerso, attraverso inserzioni pubblicitarie sui social network e in particolare tramite una pagina denominata “La dottoressa della bellezza”, i due proponevano sedute estetiche e interventi di varia natura, poi materialmente eseguiti in assenza di qualsiasi autorizzazione sanitaria. L’attività sarebbe stata svolta all’interno di un Bed & Breakfast situato nel quartiere Zisa di Palermo.
Nei giorni scorsi è scattato il blitz: i Carabinieri della Stazione di Terrasini e del N.A.S. di Palermo, con il supporto dei reparti territoriali di Gela e Ragusa, hanno eseguito una serie di perquisizioni disposte dall’Autorità Giudiziaria presso le abitazioni dei due giovani, tra Gela e Niscemi.
Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati dispositivi medici, farmaci e materiale specifico per trattamenti estetici, oltre a strumenti informatici utilizzati per la gestione dell’attività e ulteriore documentazione ritenuta riconducibile all’esercizio abusivo della professione.
Le indagini, coordinate dai Carabinieri e dal N.A.S. di Palermo, proseguono per accertare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti e per identificare ulteriori clienti che si sarebbero rivolti alla struttura abusiva.
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