Il rapimento di vittoria rimane ancora avvolto nel mistero. Portato via da uomini incappucciati. Una vicenda che riapre ferite del passato

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

Il mistero si infittisce e le ombre si addensano sempre di più sulla città di Vittoria. Sono trascorse venti ore dal rapimento del giovane diciassettenne, prelevato ieri sera, intorno alle 21,30 da due individui incappucciati.

È accaduto tutto in un quartiere di periferia di Vittoria, nella zona di contrada Marangio. Un gruppo di giovani stazionava, come spesso era accaduto, in via Giovanni Giangreco, all’angolo con via Giuseppe Fava, in una zona di nuova espansione, alle spalle di un Centro revisioni. A quell’ora le strade erano deserte, l’officina aveva chiuso i battenti e per le strade di periferia transitava solo qualche auto occasionale.

All’improvviso due Fiat Panda, una di colore bianco e una di colore nero, si sono avvicinate. Dall’auto nera sono scesi due uomini incappucciati. Hanno chiamato per cognome, si sono avvicinati al giovane, lo hanno afferrato e gli hanno calato un cappuccio in testa, gli hanno strappato di mano il cellulare e lo hanno gettato a terra. Un gesto che ovviamente mirava a evitare il tracciamento satellitare.

Poi sono partiti in direzione della ex strada statale 115, un’arteria che permette di fuggire in tutte le direzioni, sia verso Gela, che in direzione di Comiso, Ragusa, Mazzarrone, Catania. Ma finora sono riusciti a far perdere le loro tracce.

Gli inquirenti hanno visionato le numerose telecamere di videosorveglianza della zona, dove si trovano anche alcune villette private ed edifici realizzati negli ultimi anni. Hanno anche ascoltato le testimonianze dei giovani che si trovavano nella piazzetta e che sono gli unici testimoni dell’accaduto. Nel pomeriggio, i ragazzi e i genitori del ragazzo sono stati sentiti in commissariato alla ricerca di una verità che appare sempre più difficile da scoprire e di un mistero difficile da dipanare.

Il sindaco ha chiesto con forza maggiore attenzione delle forze dell’ordine a Vittoria e ha presieduto questa mattina una riunione della giunta. Il vescovo, Giuseppe La Placa, ha lanciato un appello ai rapitori perché liberino il ragazzo.

Costernazione, dolore e preoccupazione anche nelle parole dell’associazione dei concessionari ortofrutticoli. Infatti la famiglia del ragazzo, il nonno, il papà e lo zio operano nel settore della commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli. Il padre gestisce un centro per il confezionamento e la vendita dei prodotti ortofrutticoli nei pressi del mercato di Vittoria.

Vittoria fu nel 1946 la città dove si verificò il primo rapimento del dopoguerra . Lì venne rapito e poi ucciso il piccolo Alfredino Fuschi. Il padre gestiva una grossa pasticceria della città. A rapirlo fu un ex dipendente del padre e il suo complice. Il bambino venne ucciso quasi subito, ma i rapitori riuscirono per mesi a chiedere ed ottenere denaro dalla famiglia. Fino al ritrovamento della salma del piccolo nello stesso luogo dove era stato ucciso, in una grotta nella zona alle spalle della villa comunale e dell’ex campo di concentramento (oggi zona Emaia) . In quel luogo oggi si torva una lapide che ricorda il bambino. A lui è stata dedicata anche una scuola dell’infanzia.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it