Il “rapido” appalto per il museo del costume a Donnafugata. Nuove polemiche e la richiesta di ampliare i tempi

Finalmente il MUSEO DEL COSTUME, al piano terra del Castello di Donnafugata, prende corpo. Ma l’appalto con tempi ristretti predisposto dal Comune di Ragusa continua a suscitare polemiche. Ad intervenire i consiglieri comunali di Insieme, con capogruppo Maurizio Tumino: “Sarebbe di per se una bella notizia se non fosse che appare nebulosa la procedura di affidamento della concessione della gestione dei servizi di custodia, promozione e valorizzazione del museo stesso. L’amministrazione grillina, nonostante le diverse ripetute sollecitazioni, ha perso tempo.
Prima forse in contrapposizione con il convincimento dell’ex assessore Campo che aveva pensato nel 2014 di affidare la gestione del Castello, all’esterno, poi per manifesta inadeguatezza.
Da giugno di quest’anno, dimenticando quanto fatto precedentemente, la giunta municipale ha pensato un nuovo affidamento.
Sono passati 6 mesi, oltre 180 giorni, per arrivare alla determinazione della pubblicazione del bando di gara.
Un tempo congruo se è vero come è vero che il progetto è ambizioso e può essere realmente foriero di una prospettiva importante per la valorizzazione del bene stesso.
Aprire al partneriato pubblico – privato per meglio utilizzare e sfruttare il patrimonio artistico – culturale monumentale del Comune è cosa da apprezzare ma ci appare specioso che il privato che vuole approcciarsi a questa esperienza (500 mila euro è il valore stimato della concessione) abbia appena 15 giorni per formulare la sua offerta.
Dovrebbe predisporre un offerta tecnica qualitativa per la valorizzazione culturale del Museo tenendo conto alle strategie di promozione e di marketing turistico nel contesto territoriale, anche mediante l’inserimento di itinerari dedicati allo scopo di aumentare la frequentazione del sito, mediante una progettualità precisa inerente le iniziative da realizzare all’interno del Museo, pensare ad una modalità di gestione delle visite guidate con particolare riferimento ai diversi target di visitatori, proporre nuovi strumenti di visita legati alle nuove tecnologie, organizzare le risorse per le visite stesse, per i servizi di custodia e per l’accoglienza al pubblico.
Il Comune prende tempo, impiega tutto quello necessario a predisporre i documenti di gara e però non lascia spazio al privato per conoscere i luoghi, per accertare il possibile appetito del mercato e per formulare un offerta rigorosa e attenta alle diverse sfaccettature.
Chiediamo, per non dare adito a chi pensa già che è tutto prestabilito, come altre volte è già successo, di prorogare la data di scadenza del bando stesso al fine di consentire la massima trasparenza e la massima partecipazione alla gara.
Un’amministrazione trasparente, pulita come è quella attuale non credo possa negare questa opportunità.
Se non dovesse succedere allora evidentemente dovremmo dare ragione ai malpensanti, a chi crede che già qualcuno, per tempo, era stato informato di ogni cosa”.

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