Un Consultorio familiare più moderno, accessibile e vicino ai bisogni dei cittadini. Saranno inaugurati mercoledì 15 luglio, alle ore 11, i locali riqualificati del presidio di via Keplero 1 a Comiso, al termine di un intervento di ristrutturazione che ha consentito di migliorare gli spazi dedicati ai servizi territoriali rivolti a donne, coppie, famiglie e […]
IL PROBLEMA NON E’ UN ALTRO
02 Ago 2014 15:06
I mesi a venire, stando alle caute dichiarazioni dei nostri politici, non ci porteranno consistenti risultati economici perché le previsioni di un consistente, rispetto al recente passato, aumento della produttività nazionale con ripercussioni benefiche sulla disoccupazione e diminuzione della povertà assoluta non si verificherà.
Ci dicono pure che il problema non investe solo l’Italia, ma l’intera Europa. In tale prospettiva, però, i parametri europei dovranno essere rispettati e i giudici di Bruxelles entro il mese di ottobre del corrente anno vorranno che sia approvata la legge sulla stabilità per poi poterla esaminare e se tutto andrà bene, metteranno sopra un bel visto.
Se l’Europa, rispetto alle previsioni, cresce poco è proprio su tale versante che deve essere diretta l’indagine per evidenziarle le cause primarie e cercare il più presto possibile di ricorrere ai ripari.
Altrimenti, si discute sul nulla.
L’intera attività governativa da dispiegarsi nell’arco di 1000 giorni per trasformare l’assetto burocratico statale, semplificarlo e renderlo più aderente alle mutate condizioni di vita sociale dei cittadini e delle esigenze operative delle imprese, è senza dubbio un’impresa epocale che non può non arrecare vantaggi, anche se dovranno sedarsi di certo le reazioni contrarie di quanti questo attuale assetto ha portato vantaggi e benefici. Appena si è sparsa la voce che gli alti burocrati non potevano percepire oltre 240 mila euro lordi al mese le rimostranze si sono subito fatte sentire.
Si provi a diminuire il potere legislativo delle regioni e ad eliminare, per quanto ci è dato da apprendere da notizie giornalistiche, tutte le società partecipate che sono costantemente in rosso dal punto di vista finanziario e che ciò non ostante devono assicurare le indennità ai consiglieri di amministrazioni che si pensa almeno per un buona parte non vive solo con le retribuzioni percepite.
Il riassetto previsto è ben guardato dall’Europa perché dovrebbe consentire, oltre tutto di non fare aumentare il debito pubblico. Il vero problema, però, e di cui pochi parlano è quello che tutti noi quali consumatori finali in via esperienziale viviamo tutti i giorni. Non riusciamo, infatti, a capire perché il mercato ci offre in vendita anche i prodotti più semplici dal punto di vista della loro produzione, fabbricati, però, in un paese emergente quali ad esempio le carpette di carta per la conservazione di semplici documenti.
Nel nostro Paese ve ne saranno, senz’altro, piccole o medie imprese in grado di fabbricarne.
Però, questo non avviene. Evidentemente è solo un esempio. Dovrebbe,invece, per proteggere le nostre imprese e il lavoro conseguente di quanti ve ne sono occupati, prevedersi un rigoroso made in Italy per salvaguardare la quasi totalità delle imprese nostrane. Se ciò non avviene o comunque se ne parli poco una ragione deve pur esserci e questa di certo sarà molto importante.
Se cresce di anno in anno la nostra disoccupazione, non possiamo consolarci che tale problema è solo italiano. Già investe e investirà – stando come si è detto alla crescita economica dell’intera Europa – altri paesi dell’Unione e di già i 25 milioni di disoccupati europei sono un problema anche se, in atto, solo matematico e non algebrico.
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