IL PD IBLEO OSPITA CORRADINO MINEO

Il Partito democratico apre la campagna elettorale nel territorio ibleo ad un mese dalle votazioni nazionali. 

Ospite, alla Scuola dello Sport di Ragusa, il capolista in Sicilia al Senato Corradino Mineo, accolto dai vertici della segreteria provinciale e cittadina del partito. Accanto a Mineo una spumeggiante Venerina Padua, forte del terzo posto in lista al Senato, e Gigi Bellassai, al quale il Coordinatore provinciale Salvo Zago ha prospettato un meccanismo di recupero voti molto favorevole ai fini dell’elezione.

Mineo dedica parole di speranza e di rivincita verso un territorio martoriato che pretende adesso di rivolgersi al Governo centrale, fin troppo assente in questi anni, come interlocutore delle istanze di sviluppo ed equità sociale.

“Ci troviamo in un momento storico – afferma Mineo – in cui il blocco dominante, fatto di corporazioni ed interessi asfissianti, che ha governato l’Italia per venti anni rovinando di fatto la Sicilia, si sta frantumando. Dobbiamo quindi fare leva su questa occasione unica per riprenderci in mano il futuro. Una provincia come quella di Ragusa, territorio in attesa delle importanti infrastrutture che può essere una perla produttiva in Sicilia grazie al turismo e all’agricoltura, ha tutto da guadagnare dalla dispersione di questo blocco dominante caratterizzato dal sistema Berlusconi. In Sicilia dobbiamo capire che per venti anni qualcuno si è preso tutto”. 

“Gli italiani – continua il capolista al Senato in Sicilia – non hanno bisogno delle promesse elettorali di Berlusconi e Monti, meccanismi che non fanno altro che evidenziare uno scadimento del modo di fare politica. Il futuro di Ragusa è il futuro di una terra di sviluppo, liberata dal blocco parassitario che ingessava il territorio. Ci sono molte potenzialità da liberare attraverso una ricostruzione civile e morale della società, non solo della politica”.

Ultima riflessione quella dedicata all’astensione, fenomeno che ha fortemente caratterizzato le ultime elezioni regionali.

“Il vento dell’antipolitica soffia forte ma dire che siamo tutti uguali serve solo a sbianchettare le colpe dei politici che ci hanno ridotto sul lastrico. Non siamo tutti responsabili del governo rovinoso della Sicilia e del Paese. Pierluigi Bersani ha puntato tutto sulla ricostruzione di un modello politico, di una identità del centro-sinistra partendo dalle primarie. Deve passare il principio che non siamo tutti uguali – ribadisce Corradino Mineo – questa assurda tesi continua ad essere sbandierata da coloro i quali hanno governato per venti anni e che adesso vorrebbero, se non continuare a governare, condizionare i futuri governi nazionali e locali”.

 

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