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IL DIBATTITO SUL PRG DI VITTORIA
25 Gen 2014 11:45
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La gestione del territorio e gli atti che determinano una qualsiasi sua modificazione rappresentano un momento qualificante e di estrema importanza per il Massimo Consesso cittadino.
La Regione Siciliana, recependo la normativa nazionale, ha statuito, ai sensi del Disposto di cui all’art. 36 della Legge Regionale n° 7 del 2/8/2002, come integrato dall’art. 24 della Legge Regionale n° 7 del 19/5/2003, che la Revisione degli Strumenti Urbanistici venga attuata ogni 5 anni.
Pertanto, con questa decisione, la Regione Siciliana ha inteso destinare una maggiore dinamicità allo Strumento Urbanistico ed attribuire più ragguardevoli prerogative al Consiglio Comunale ed ai Consiglieri. A tale decisione, già nel 2005, anticipando opportunamente di ben di tre anni la scadenza dei vincoli previsionali, l’A.C. ha risposto con una serie di atti, che intendevano avviare una tempestiva e più efficace azione amministrativa al fine di consegnare alla Città di Vittoria, nel più breve tempo possibile e comunque entro i termini di scadenza, uno Strumento Urbanistico rigenerato, più aggiornato e più confacente ai reali bisogni della Comunità.
Ma se la precedente Amministrazione, da un lato, ha dimostrato questa sensibilità, la successiva, dal 2006 ad oggi, ha prodotto poco e male , prolungando i tempi e le decisioni oltre i termini consentiti.
Infatti, i primi atti amministrativi, propedeutici per la stesura dello Schema di Massima, si intravedono solo nel 2008, e precisamente con la Deliberazione del C.C. che determinava le Direttive Generali che dovevano rappresentare le c.d. “linee guida” su cui si doveva orientare l’azione amministrativa dell’Ufficio del Piano.
Nostro malgrado, si sono accumulati in questi anni ritardi ingiustificati di cui porta chiara e documentabile responsabilità esclusivamente l’Amministrazione comunale e non certamente il Consiglio Comunale.
Tra l’altro va sottolineato il fatto che l’iter della Revisione del Piano è stato intercettato da ben due competizioni elettorali che si sono svolte in un clima di graduale dispersione delle previsioni e delle prescrizioni normative che il Piano aveva comunque garantito.
In tale contesto, sono state approvate, su proposta dell’A.C., alcune varianti, assai rilevanti e talvolta spregiudicate sulla materia urbanistica, conseguenti al protrarsi della inattività amministrativa in materia della pianificazione necessaria.
E’ ormai evidente come purtroppo risulti sempre più contagioso l’esempio di Comuni inadempienti che hanno trasformato la loro condizione deficitaria degli strumenti urbanistici in un vantaggio speculativo per intervenire pesantemente sul territorio, con risultati che nei fatti snaturano l’idea stessa della pianificazione.
E al fine di rendere più comprensibili le nostre considerazioni, ci permettiamo di elencare le fasi più significative dell’iter che ha contraddistinto l’elaborazione della proposta di Schema di Massima, presentato e ritirato più volte, dall’attuale Amministrazione:
– con delibera di G.M. n. 815 del 19.9.2005, sindacatura Aiello, si è dato incarico all’Ufficio del Piano, composto da personale interno, coordinato dall’ing. Ing. Maurizio Erbicella, di redigere la Revisione/Variante del PRG; -nel giugno 2006 si insedia il sindaco Giuseppe Nicosia;
– con nota n. 2647 del 10.1.2008, l’Assessorato comunicava che il Comune di Vittoria era tra quelli obbligati per legge alla REVISIONE dello Strumento Urbanistico, e che stavano per scadere i termini, previsti dalla norma, di durata dei vincoli del Piano;
inspiegabilmente la procedura avviata tre anni prima dalla precedente Amministrazione, così come sopra detto, rimaneva totalmente bloccata, sino raggiungere la prossimità dei limiti di scadenza, ravvisabili alla data del 28/11/2008, risalendo l’ ultima approvazione di Revisione del Prg alla pubblicazione nella G.U. Regione siciliana, in data 28/11/2003, del Decreto Dirigenziale n°115, del 16/10/2003, trasmesso al Comune con nota Prot. 62823, del 20/10/2003;
– solo con Deliberazione n. 91 del 14.10.2008, a un mese dalla scadenza dei vincoli e dopo tre anni di immobilismo della G.M., il Consiglio Comunale poteva approvare le Direttive Generali per la Revisione del Piano Regolatore.
Subito dopo però, il Gruppo tecnico dell’Ufficio del Piano, incaricato, subiva alcuni significativi e strani cambiamenti con lo spostamento ad altro incarico del Responsabile del Gruppo di lavoro, Arch. Nunzio Barone, che aveva predisposto le Direttive del 14/10/2008, alle quali avrebbe con certezza garantito rigorosa osservanza, come per legge, avendo già gestito con merito la precedente Revisione del Prg. Il responsabile ad interim dell’Ufficio del Piano, succeduto all’arch. Nunzio Barone, veniva designato il Geom. Vispo, oggi in pensione.
Ben diversi infatti erano stati allora i tempi di elaborazione degli atti relativi al precedente iter di Revisione del PRG: le Direttive furono emanate con Delibera n°74 del Luglio 1998; lo Schema di Massima fu approvato con Delibera n°85 del 10/9/1998, appena 60 giorni dopo, come previsto dalla Legge L.R. 15 del 1991, mentre l’ADOZIONE della Revisione del PRG avvenne il 21/12/ 1999;
– con Deliberazione di G.M. n. 766 del 31.11.2009, l’A.C. dava ulteriore incarico all’ing. Erbicella, per la redazione del Rapporto Ambientale necessario per la procedura VAS;
– con Deliberazione G.M. n. 955 del 30.12.2009, l’A.C. dava incarico di supporto alle attività di editing, per la redazione dello Schema di Revisione del Piano, all’ arch. Marcello Di Martino;
– con Deliberazione di G.M. n. 229 del 19.4.2012, l’A.C. prendeva atto dello Schema di Massima della Variante al PRG; l’Atto veniva, successivamente, reso pubblico con una serie di incontri dove si registrava una significativa non condivisione;
– con nota n. 11214 del 24.5.2013, l’Assessorato Regionale diffidava il Presidente del Consiglio Comunale e i consiglieri dei ritardi accumulati nella redazione dello Schema di Massima;
-la diffida dell’Assessorato, rivolta al Consiglio comunale, suscitava perplessità e interrogativi tra i Consiglieri comunali, ai quali non risultava affatto che lo Schema di Piano fosse in corsia di discussione per il Consiglio comunale, essendo stato lo stesso trattato pubblicamente in riunioni esterne che avevano esplicitato un alto tasso di criticità verso lo stesso da parte di quasi tutte le forze politiche e sociali che partecipavano agli incontri;
a quel punto lo Schema di Massima era entrato di nuovo in immersione, in attesa.
-dalla Segreteria del Consiglio Comunale di Vittoria veniva trasmessa, burocraticamente, a tutti i Consiglieri la nota a firma del Dirigente Generale dell’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Sicilia, datata 24/05/2013, con la quale si diffidava formalmente il Consiglio Comunale a procedere all’approvazione della Revisione del Piano Regolatore Generale entro 15 giorni dal ricevimento, con l’avvertimento che in mancanza la Regione avrebbe proceduto alla nomina di un Commissario ad acta.
Alcuni Consiglieri comunali posero pubblicamente la questione annotando che se era vero che l’Amministrazione Comunale con Deliberazione del 19/04/2012 aveva provveduto ad approvare lo Schema di Massima della revisione del P.R.G., peraltro con un ritardo di più di cinque anni, era altrettanto vero che, dopo la presentazione dello schema al Teatro Comunale, che aveva registrato i dissensi di tutte le forze politiche e di tutti i professionisti operatori del settore, lo Schema di Massima non era mai arrivato all’Ordine del Giorno del Consiglio Comunale.
Lo stesso Sindaco, rispondendo alle sollecitazioni dei Consiglieri comunali, comunicava su La Sicilia del 31/5/2013, che “l’iter” approvativo dello Schema di Massima era stato “sospeso “ e che, dopo una ricognizione attenta dei problemi posti dai cittadini e dalle Organizzazioni, dai Professionisti, che avevano partecipato agli incontri, “lo avrebbe riportato in Aula”. Il Presidente del Consiglio neanche rispondeva alle richieste di chiarimento, salvo a fare intendere che lo Schema nei fatti era stato ritirato per gli opportuni aggiustamenti.
Chiaramente nessuna inadempienza risultava essere imputabile al Massimo Consesso cittadino, e quindi delle due l’una, o l’Amministrazione non aveva provveduto ad inviare alla Segreteria del Consiglio Comunale l’Atto per la sua approvazione, o il Presidente del Consiglio Comunale pur avendolo ricevuto non aveva provveduto a porre all’Ordine del Giorno l’atto per l’approvazione.
Nell’uno come nell’altro caso, ci troviamo di fronte alla solita e più volte denunciata negligenza dell’Amministrazione Comunale di Vittoria.
E’ inutile e superfluo dire che l’enorme ritardo accumulato dalla Giunta Nicosia nell’approvazione della Revisione del Piano, ha già prodotto e continua a produrre enormi danni economici e sociali agli operatori del settore dell’edilizia e ai cittadini proprietari di terreni sottoposti a vincoli scaduti già nel 2008, nonchè una pericolosa esposizione dell’Ente al contenzioso.
Anche se, dobbiamo pure segnalare, l’Amministrazione comunale si è mostrata molto solerte e innovativa nella sperimentazione di strane e discutibilissime forme di transazione inedite con privati cittadini quanto alla gestione di alcune problematiche del territorio connesse al rapporto pubblico-privato;
– in data 6.6.2013, la Commissione Assetto Territoriale prendeva visione dello Schema di Massima e dopo alcune sedute, la stessa, bocciava l’elaborato;
– a giugno 2013, nonostante l’esito negativo del voto in Commissione, l’Atto veniva portato in Consiglio Comunale per essere votato. Si susseguono diversi incontri senza alcun esito;
– con nota n. 159 del 26.6.2013, il Presidente del C.C. comunicava al Dirigente del Dipartimento Regionale Urbanistica che il C.C. si era pronunciato per un rinvio della seduta al giorno 16.7.2013;
–
– il 20.9.2013, dopo un ampio dibattito consiliare e la bocciatura di un Maxi-Emendamento transattivo, che riduceva di alcune decine di ettari l’enorme dimensionamento delle Aree edificabili, l’A.C., decideva, strategicamente, di ritirare la proposta di Schema di Variante ( ed è strano che il Presidente del Consiglio abbia omesso di comunicare tale decisione all’Assessorato);
– con nota n. 20019 del 7.10.2013 il Dirigente dell’Assessorato, in riferimento alla nota n. 159 del 26.6.2013, chiedeva notizie sull’esito della seduta con la quale il Consiglio doveva determinarsi in merito allo Schema di Massima. Inoltre, invitava il Presidente del C.C. a fornire notizie entro 15 gg., e che, in mancato riscontro, si sarebbe proceduto ad intervento sostitutivo nei confronti dell’organo comunale inadempiente;
– con deliberazione G.M. n. 572 del 12.11.2013 (per la seconda volta), l’A.C. formalizzava ancora una ipotesi diversa di Schema di Massima di Revisione del PRG, riproducendo sostanzialmente le linee del Maxi-Emendamento bocciato dal Consiglio Comunale e il conseguente ritiro, come sopra riportato, dello stesso da parte del Sindaco con qualche concessione parziale ed estemporanea alle sollecitazioni di alcuni Gruppi consiliari, a seguito dei tentativi di concertazione svoltasi dal maggio 2012 al settembre 2013;
– la Commissione Assetto Territoriale pertanto si riuniva il 9.12.2013 per ridiscutere la nuova proposta di Schema di Massima, denominata A1. Durante la seduta l’Opposizione, faceva notare che la Cartografia, che faceva riferimento allo Studio di Massima di Scoglitti, non era quella asserita nella Relazione illustrativa dello Schema di Massima, aggiornata al 2008, bensì, quella del 1997. A fronte delle argomentazioni puntuali avanzate da diverse parti e la conseguente polemica pubblica che ne discendeva, dopo alcune fuorvianti dichiarazioni degli amministratori comunali, il Responsabile dell’Ufficio del Piano, il Sig. Roberto Cosentino, ammetteva in Commissione Assetto Territoriale l’errore materiale. Tutto da rifare.
– durante la seduta del C.C. del 18.12.2013 i Consiglieri di opposizione hanno denunciato quanto emerso nell’ultima convocazione della Commissione Assetto del 9 c.m. ed hanno altresì, a fronte di una assoluta indifferenza dell’Amministrazione comunale, presentato in Consiglio una Mozione con i seguenti argomenti:
1) invio alla Procura della Repubblica degli Atti relativi alla elaborazione dello Schema di Massima della Revisione del PRG e di tutte le cartografie utilizzate dall’Ufficio del Piano;
2) revoca dell’incarico ai componenti dell’Ufficio del Piano;
3) dimissione dei tre assessori “tecnici” (Dezio, Cavallo e Avola) per manifesta incapacità amministrativa e per incompatibilità;
4) revoca dell’incarico all’ing. Erbicella.
Gli amministratori presenti abbandonavano l’Aula consiliare assieme ai Consiglieri di Maggioranza e la Mozione veniva votata favorevolmente.
Non sappiamo se la Segreteria Generale del Comune abbia ottemperato al dettato del Consiglio Comunale di trasmissione degli Atti alla Procura e di comunicazione a codesto Assessorato al Territorio di quanto sia accaduto. Né sappiamo quali effetti abbia prodotto in campo amministrativo: gli assessori sono ancora tutti al loro posto.
Né passa in mente ad alcuno che quando si parla di Pianificazione territoriale, le regole da rispettare e la fiducia reciproca a livello tecnico e istituzionali sono presupposti necessari per fare bene.
Certamente appare risibile ogni tentativo di sminuire gli effetti di queste sfasature sulla elaborazione dello Schema di Piano, sulle proiezioni territoriali e sulle scelte a compiersi.
La lettura già difficile della Cartografia resa a 1:10.000, se non a 1: 25.000 in alcuni casi, illeggibile da parte di un qualsiasi Consigliere comunale che non abbia particolari attitudini e cognizioni tecniche, l’impossibilità di leggere in modo coerente e trasparente i confini e i contenuti plano-volumetrici delle zonizzazioni e le loro ricadute reali nel territorio, per effetto di una riproduzione cartografica infedele quanto all’asserita datazione 2008, quando in effetti si è verificata, da parte dei Consiglieri comunali, una base Cartografica arcaica, fornita dalla Regione Siciliana del 1997, carente di riferimenti e contenuti.
A margine della nostra vicenda particolare, occorre considerare le preoccupazioni dei Consiglieri comunali allorquando le cronache correnti informano di iniziative di diversi amministratori tendenti a scoraggiare la duplicazione e, addirittura, la falsificazione dei dati cartografici, in diverse realtà dell’Isola, e di una ipertecnologica capacità di alcuni disonesti di duplicare persino la Base Cartografica fornita dalla Regione, la cui integrità originaria sembrerebbe essere opportunamente modificabile. Ne deriverebbe uno scompenso, invisibile ai molti, che solo qualche addetto ai lavori, capace, esperto e documentato, può riconoscere come truffaldino. Per questa via e con questi metodi quante possono diventare le previsioni di un Prg ? Quante varianti ipotetiche potrebbe inventare un Ufficio scellerato se simile pratica si impadronisce della cabina di regia?
Noi abbiamo necessità di fare chiarezza. Abbiamo necessità di tutelare gli interessi collettivi e non possiamo non rimanere turbati da quanto abbiamo constatato.
Le nostre valutazioni, in merito alla proposta di Revisione presentata dall’A.C., sono in assoluto negative. La ferma volontà di voler ampliare il territorio edificabile in misura davvero esorbitante stride con la nuova normativa in materia urbanistica, economica e sociale che vieta, in assoluto, l’utilizzo suolo e del territorio in modo spropositato. Ipotecare, per la durata del Piano, svariati milioni di mq. di superficie, non è certamente il modo migliore di gestire un territorio. La proposta di Schema di Massima, oltre a disattendere la volontà espressa dal Massimo Consesso, presenta, altresì, non poche contraddizioni e si avventura in previsioni, a dir poco, spregiudicate e fantasiose.
– L’Ufficio del Piano ha proposto, per Vittoria e Scoglitti un dimensionamento abnorme di superfici da perequare al di fuori delle Direttive approvate dal Consiglio comunale.
Non è questa la perequazione che ha votato il Consiglio Comunale ! Non è questo il modo di gestire il territorio che invece, andrebbe sostenuto con un’attività mirata al recupero e al miglioramento dell’esistente.
Brevemente, ci permettiamo di sottolineare solo alcuni aspetti oscuri, ambigui e assolutamente non condivisibili, della proposta presentata dall’Ufficio:
– la L.R. n. 15/1991 e precisamente l’art. 3, c. 7, è stato ampiamente disatteso. Dopo 5 anni di attività si scopre che l’Ufficio incaricato alla redazione dello Schema di Massima ha in realtà utilizzato, per quanto attiene al territorio di Scoglitti, le cartografie del 1997:
è’ strano che nessuno dei tecnici incaricati si sia mai accorto che dalle cartografie di Scoglitti mancavano ben 10 anni di edificazione urbanistica;
– in merito al confessato errore materiale, sembra assurdo e surreale che tale abbaglio sia da imputare esclusivamente all’arch. Marcello Di Martino, che si è assunto ogni responsabilità per quanto accaduto, in quanto, il calcolo della quantificazione delle aree coperte spettava all’Ufficio del Piano, guidato dall’ arch. Sig.Cosentino;
– nell’elaborato A1 aggiornato, Schema di Massima, dopo le attività di concertazione, venivano accolte alcune richieste proposte dalle Opposizioni. Fra queste, le superficie coperte di Vittoria e di Scoglitti che, invece, andavano detrarre dal calcolo complessivo. L’Ufficio ha provveduto alla sua determinazione, ma non li ha defalcate ai fini del calcolo della cubatura finale;
– Scoglitti. Lo Schema di Massima si limita alla previsione di insediamento nell’ambito dell’agglomerato tradizionale di Scoglitti di altri 2 mila residenti stabili. Nello stesso tempo ribadisce che i 3/5 dei residenti di Vittoria, in estate si trasferiscono nelle seconde case della Frazione marinara e sulla costa, senza però affatto quantificare e considerare l’enorme patrimonio edilizio esistente nelle coste e nelle periferie di Scoglitti.
Ed è sconcertante la previsione di nuovi insediamenti residenziali, nelle Zone Tr2 e Tr3, a Est e a Ovest di Scoglitti, per l’insediamento di 25351 abitanti, lungo tutta la fascia costiera del territorio vittoriese, nelle medesime aree coinvolte dal Piano Paesistico che è ancora in istruttoria. In pratica si prevede che il territorio di Scoglitti e la costa debbano contenere l’insediamento e la residenza stanziale complessiva di 50 mila abitanti, a parte i residenti dell’agglomerato storico di Scoglitti. Nessuna valutazione viene introdotta in rapporto alla sovrapposizione di aree individuate per tale abnorme crescita di volumi con gli orientamenti e le prescrizioni introdotte, dal Piano Paesistico, col consenso della stessa Amministrazione comunale, sulla fascia costiera attraverso il Piano d’Ambito Macconi. Fra tante previsioni volumetriche, manca una qualsiasi e documentata lettura delle problematiche connesse. A prescindere dal prelievo di volumi dalle Zone F per riallocarli immediatamente sopra i 150 metri dalla battigia. Migliaia di case da ri-costruire. Un’altra città.
In aggiunta, lo Schema individua un’area, denominata Tr4, con destinazione ricettivo-alberghiera in ambito chiuso, di 2.500.000 mq (250 ettari) circa, in verde agricolo che, per una lunghezza di 3,5 Km, si estende dalla Costa Fenicia al confine col territorio di Acate.
Ipotizzano una cementificazione della costa con altre 26 mila unità da insediare, in aggiunta ai 25 mila già insediati.
Alla fine, paradossalmente, ci stiamo avviando alla terza proposta di Schema di Massima, ma l’obiettivo rimane quello iniziale, maturato in questi 8 lunghi anni di inerzia apparente, che non è quello di definire uno Schema di Revisione del Piano Susani, volgarmente aggredito nelle sedi istituzionali e nelle piazze della Città dagli stessi Amministratori comunali, ma un nuovo e spregiudicato Prg, con regole improprie e fuori da ogni contestuale attenzione della pubblica opinione, alla quale si è formalmente proposta una Revisone del Piano Susani e non lo stravolgimento del territorio vittoriese.
Il Consiglio Comunale non ha alcuna responsabilità per quanto accaduto, per i ritardi maturati, che non hanno giustificazione alcuna, e non può conseguentemente essere destinatario di una diffida che sostanzialmente va riservata all’Amministrazione comunale.
Consapevoli della delicatezza e rilevanza delle questioni poste, nel rispetto della legalità e degli interessi della Comunità vittoriese, sollecitiamo una soluzione che mantenga intatta la sovranità istituzionale del Consiglio in materia urbanistica, affinchè non venga premiata la ostinata e pervicace determinazione di questa Amministrazione comunale di imporre scelte assolutamente viziate sotto ogni profilo, con un errore cartografico clamoroso, che merita gli approfondimenti necessari quanto alle sue effettive finalità. Sono evidenti i limiti dell’azione amministrativa della Giunta Municipale e le ragioni espresse dal Consiglio comunale.
I Consiglieri comunali si dichiarano immediatamente disponibili per un incontro ed ogni eventuale proficuo confronto.
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