IL CAMBIAMENTO DELLA SOCIETÀ ATTUALE E LA GUERRA TRA POVERI

Il fenomeno immigrazione è un argomento complesso e vastissimo con le sue infinite contraddizioni e sfumature.  Sicuramente capace di cambiare la società e non si sa se in meglio o in peggio. Per chi crede, come me, al concetto di diversità-risorsa sente la necessità  di affrontare il problema e trovare un tentativo per gestirlo; è anche vero che, a volte pongo il problema sulla dimensione dell’immigrato-uomo e noto come sia spesso trascurato anche da coloro che vedono nell’immigrazione solo una risorsa, ponendosi a spada tratta come i paladini degli immigrati. Non si riscontra comunque il dubbio che, il fenomeno in sé presenti notevoli implicazioni economiche, culturali, sociali e infine la nota forse più dolente, di ordine pubblico. 

Non bisogna mai dimenticare che il fenomeno immigrazione è fatto dagli… immigrati: uomini in carne ed ossa, con le loro storie, le loro speranze, le loro paure e debolezze, i loro diritti (e i loro doveri), la loro ceatività, la voglia di rendersi utili (o di approfittare delle situazioni), i loro vincoli familiari.

Con il passare del tempo ci renderemo che proprio la dimensione di umanità può essere calpestata e offesa, se l’immigrazione è incoraggiata senza nessuna gestione o controllo.

Sono numerosi i problemi generati da un’immigrazione eccessiva e non regolamentata arrecando moltissimi danni alla società e anche alla dignità stessa degli immigrati. Dignità ferita e calpestata.

Un esempio? Le pessime condizioni di vita degli immigrati, sia dal punto di vista del lavoro con salari bassi, sicurezza inesistente e diritti precari sia da quello dell’alloggio con alti prezzi di affitto, condizioni malsane di alloggi fatiscenti e sovraffollamento. E in questo senso a complicare ancor di più la situazione è il peggioramento delle condizioni di lavoro e di alloggio degli Italiani delle fasce più deboli, che entrano in competizione con gli immigrati: conseguenza toni esasperati, insostenibilità della convivenza.

Un altro fattore spinoso è la delinquenza degli immigrati senza lavoro. Una condizione di cui  possono essere parzialmente anche vittime, perché arrivano con speranze non realizzabili. E vittime, ovviamente, sono i cittadini locali, soprattutto quelli dei quartieri dove si concentrano gli insediamenti di immigrati. Una terribile conseguenza correlata al fenomeno è lo sfruttamento degli immigrati da parte della criminalità organizzata che gestisce i flussi migratori. Si va dall’impoverimento di immigrati che al loro Paese avevano una condizione di vita  parzialmente o in giusta parte dignitosa, e per causa di forza maggiore sono stati spinti a vendere tutto per pagare il viaggio, e non vedono realizzabili aspettative che spesso erano state enfatizzate da chi li ha incoraggiati a partire, sino ad arrivare allo schiavismo e alla tratta delle giovani donne, indotte a partire con la promessa di lavoro e poi costrette alla prostituzione.

Ne derivano conflitti sociali ed economici, soprattutto tra le classi deboli italiane e immigrate (guerra tra poveri).  Non solo anche conflitti politici e culturali per l’esistenza di differenze inconciliabili su principî di convivenza e diritti fondamentali: idea della laicità dello Stato, diritti delle donne e dei minori, diversa sensibilità sull’esigenza di isolare violenza e terrorismo.

E quali sarebbero le risorse?  La garanzia di poter contare su una manodopera per numerosi settori in cui c’è carenza. Non solo, un proficuo contributo di creatività e sviluppo economico anche in altri settori, perché l’economia cresce anche  trasformandosi, caratterizzata da nuove idee e nuovi stimoli.

È senza dubbio un apporto positivo alla stabilità sociale derivante dallo spirito di laboriosità e di sacrificio tipico degli emigranti; è anche un arricchimento culturale. Il rischio che l’incontro di culture diverse diventi scontro non deve far dimenticare l’opportunità che sia incontro fecondo e che debba servire per spronare le coscienze all’approccio con nuove e affascinanti culture diverse dalla nostra.

 

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