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Iblea Acque: è scontro sui compensi e sulle assunzioni
27 Ago 2026 12:26
È nuovo scontro politico attorno a Iblea Acque. Nel giorno dell’assemblea straordinaria dei soci, convocata con carattere d’urgenza, il Partito Democratico alza il livello della contestazione e chiede di fermare le proposte relative all’aumento del compenso dell’amministratore unico e all’assunzione a tempo indeterminato di un dirigente amministrativo con una retribuzione annua indicata in 85 mila euro.
Una polemica che arriva mentre la società attraversa, secondo quanto denunciato dal Pd, una fase finanziaria particolarmente delicata, con debiti nei confronti dei Comuni e la necessità di ricorrere a un finanziamento straordinario regionale.
L’assemblea urgente e quei punti all’ordine del giorno
L’assemblea dei soci di Iblea Acque è stata convocata per questa mattina alle 11. La riunione viene definita urgente anche in relazione alla necessità di formalizzare entro tempi stretti la documentazione per un finanziamento.
È proprio la concomitanza tra l’urgenza finanziaria e alcuni punti inseriti all’ordine del giorno a scatenare la reazione del Partito Democratico.
Secondo il segretario del Circolo Pd di Ragusa Riccardo Schininà, infatti, mentre la società deve affrontare una situazione economica difficile, si starebbe valutando di aumentare le spettanze dell’amministratore unico e di procedere con un’assunzione a tempo indeterminato per una figura dirigenziale.
Per Schininà si tratta di una scelta “irresponsabile”, perché introdurrebbe nuovi costi strutturali proprio nel momento in cui la priorità dovrebbe essere il risanamento della società.
Il nodo dei 10 milioni dovuti al Comune di Ragusa
Al centro della contestazione c’è anche la situazione debitoria di Iblea Acque. Schininà sostiene che la società debba restituire oltre 10 milioni di euro al Comune di Ragusa, che sarebbe l’ente creditore per l’importo più consistente.
Il Pd chiede quindi al sindaco di Ragusa Peppe Cassì di opporsi alle proposte contestate e, soprattutto, di informare la cittadinanza sull’ammontare aggiornato del debito e sulle iniziative adottate per recuperare le somme dovute.
Secondo il segretario dem, il peso delle difficoltà finanziarie della società rischia infatti di ricadere sui cittadini, sia attraverso eventuali disservizi sia attraverso le somme anticipate dagli stessi Comuni.
Il dirigente da 85 mila euro che riaccende lo scontro
Uno dei punti più contestati riguarda l’ipotesi di assumere a tempo indeterminato un dirigente amministrativo con uno stipendio annuo indicato in 85 mila euro.
Il tema del personale non è nuovo. Secondo il Pd provinciale, finora le esigenze della società erano state affrontate anche attraverso il distacco di personale proveniente da altri enti. Per il segretario provinciale Angelo Curciullo, introdurre ora un nuovo costo fisso e strutturale sarebbe particolarmente inopportuno.
Il Pd contesta inoltre la scelta del contratto a tempo indeterminato, sostenendo che una soluzione temporanea potrebbe essere maggiormente coerente con le effettive necessità manageriali della società.
Schininà arriva a ipotizzare che la scelta possa apparire legata a equilibri politici di sottogoverno in un periodo pre-elettorale. Si tratta, tuttavia, di una valutazione politica del segretario del Pd e non di un fatto accertato.
Il compenso dell’amministratore unico nel mirino del Pd
Ancora più netta è la contestazione sull’ipotesi di aumento del compenso dell’amministratore unico. Per Curciullo, mentre Iblea Acque affronta una situazione finanziaria “estremamente delicata”, le risorse straordinarie regionali dovrebbero essere destinate al risanamento, agli investimenti sulle reti e al miglioramento del servizio.
Il segretario provinciale del Pd annuncia quindi una mobilitazione in tutta la provincia, con la presentazione di mozioni e ordini del giorno nei Consigli comunali per chiedere ai sindaci e alle amministrazioni di opporsi alle decisioni contestate.
“Prima il risanamento, poi le nuove spese”
La posizione del Partito Democratico è sintetizzata nella richiesta di concentrare ogni risorsa disponibile sulle priorità della società: risanamento dei conti, investimenti sulle reti e qualità del servizio ai cittadini.
“Prima vengono il risanamento della società, gli investimenti sulle reti e un servizio efficiente per i cittadini”, sostiene Curciullo, contestando l’ipotesi di nuove assunzioni e aumenti dei compensi.
Il tema assume quindi una dimensione che va oltre la singola assemblea. Iblea Acque è una società partecipata dai Comuni e, secondo il Pd, le conseguenze delle decisioni adottate ricadrebbero direttamente sulle comunità del territorio.
Il Pd chiama in causa anche Maria Rita Schembari
Nel dibattito interviene anche la componente politica che chiede al sindaco di Comiso Maria Rita Schembari, indicata come rappresentante dei Comuni in assemblea, di intervenire per bloccare quelle che vengono definite scelte inaccettabili.
L’appello arriva in una fase nella quale la società deve contemporaneamente affrontare le proprie difficoltà finanziarie e garantire la continuità del servizio, mentre gli utenti lamentano, secondo la denuncia politica, tempi di risposta troppo lunghi alle proprie istanze.
La partita passa ora ai soci
La decisione spetta ora all’assemblea dei soci, chiamata a confrontarsi sui punti all’ordine del giorno. Sul tavolo ci sono le esigenze di gestione della società, il tema delle risorse umane, i compensi degli organi societari e soprattutto una situazione finanziaria che il Pd definisce critica.
La richiesta dei democratici è quella di fermare ogni scelta che possa produrre nuovi costi permanenti e di concentrare gli interventi sul risanamento di Iblea Acque.
Una partita che coinvolge direttamente i Comuni iblei e che, proprio per questo, rischia di trasformarsi in uno dei prossimi terreni di confronto politico della provincia di Ragusa.
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