I POTENTI CHE DELINQUONO SONO VITTIME DI COMPLOTTI O HANNO LE FACCE DI BRONZO ?

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L’Italia annega nella corruzione ! Cionondimeno, nessuno sembra arrendersi all’evidenza dei fatti acclarati da anni d’indagini e da sentenze che, salvo dimostrare essere  frutto di pazzia dei Magistrati, evidenziano, al di là d’ogni ragionevole dubbio , la colpevolezza degli imputati.

All’ex Ministro Scajola viene contestata l’associazione a delinquere per aver aiutato l’altro ex deputato del Pdl Matacena nella sua latitanza e si rifiuta di rispondere ai Giudici nell’interrogatorio di garanzia perché dovrà prima leggere le carte che lo accusano (egli è all’oscuro di tutto perché nessun reato ha mai commesso).

 Un altro ex parlamentare del Pdl , Marcello Dell’Utri, decide di spiccare il volo per il Libano perché aveva annusato i termini della sentenza della Cassazione che lo ha condannato a sette anni ed è pronto a dichiararsi prigioniero politico, come se i processi celebrati a suo carico fossero stati frutto delle menti perverse di certa Magistratura che attraverso fantasiose dimostrazioni di teoremi lo avrebbe voluto in carcere ad ogni costo.(Che sadici questi Giudici !)

Mi rendo conto che coloro i quali decidono di delinquere per il personale arricchimento, essendo degli abili arrampicatori , qualora beccati dalla Giustizia, tentino con ogni mezzo le arrampicate sugli specchi; ma credo al contempo che la decenza debba porre qualche limite a tutto.

Negare anni d’intercettazione ambientale, analisi e riscontri di uomini che per professione masticano i fatti di cui ci stiamo occupando come pane quotidiano, ha dell’incredibile.

Oggi, alla luce dei comportamenti di questi signori beccati con le mani nella marmellata, si rende necessaria una decisione : dichiarare tutta la Magistratura folle e assetata d’ingiustizia o istituire un premio speciale alla menzogna per queste sedicenti vittime di complotti.

Ora, dovremo avere la pazienza di concedere agli avvocati di questi signori il tempo di pensare  quali cavilli giuridici porre in essere per scongiurare la detenzione in carcere ai propri assistiti e chissà che anche stavolta non dovremo prendere atto che taluni sono “inarrestabili”.

 

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