I DISPETTI VERI O PRESUNTI DEL SINDACO DI VITTORIA

Don Camillo e Peppone, dalla bassa Padania si trasferiscono a Scoglitti? I due personaggi, nati dalla fantasia di Giovannino Guareschi, rivivono nell’on.le Incardona e nel sindaco di Vittoria Nicosia.  Durante il comizio tenuto dall’onorevole Incardona, in piazza Andrea Castello a Scoglitti, il “dispettoso” sindaco Nicosia  non suona le campane, ma avrebbe fatto dare il via con mezz’ora di anticipo sull’ora stabilita, all’inizio di uno spettacolo nella vicina piazza Sorelle Arduino. Una dichiarazione di guerra, nei confronti di chi è salito sul palco, come uno dei candidati a sindaco della prossima tornata elettorale e, come sostengono i fedelissimi, come il prossimo sindaco della città di Vittoria? Un limite ad un confronto democratico? Sul palco insieme ad Incardona, Salvatore Artini, Nino Nicosia, Marco Greco, Francesco Trama, Fabrizio Comisi. E’ proprio da quest’ultimo è venuta una dichiarazione  importante: dichiarando la sua appartenenza all’area lealista, ma dando nel contempo il pieno appoggio alla futura candidatura di Incardona, che ha tenuto a precisare che è disponibile ad accordi di programma ma che non si presterà ad alleanze che pur permettendo alla coalizione di vincere la competizione possano compromettere il governo della città di Vittoria, che ha bisogno di stabilità e di iniziare un percorso che la porti ad occupare il posto che merita anche in ambito provinciale. Una stoccata per l’amministrazione Nicosia  a cui ricorda la sua collaborazione per ottenere i finanziamenti che riguardano porto e autoporto. Ai ritardi nei progetti e nello spendere le somme assegnate, all’incapacità di programmare, ma non  ha risparmiato gli alleati, ricordando che non hanno vinto uniti, quando hanno presentato candidature condivise. Sotto il palco le forze della neonata Futuro e Libertà, dal capogruppo alla provincia regionale di Ragusa Enzo Pelligra, al vice presidente del consiglio Sebastiano Failla , al neo assessore provinciale allo sport Ivana Castelli.  Un gruppo di notevole portata i simpatizzanti che l’hanno applaudito alla fine. Se l’onorevole ce lo consente noi vorremmo chiudere con delle domande: vero che solo gli stupidi non cambiano idea, ma non gli sembra che qualcuno che gli sta vicino abbia cambiato idea troppe volte? Non pensa che in un progetto di stabilità  ciò possa essere una variabile sfavorevole? Non sarebbe ora di iniziare, anche rischiando, quel percorso di trasparenza e di rispetto per l’elettore? Che quest’ultimo possa andare a votare senza timore di vedere stravolto il suo voto? 

 

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