GIORGIA MELONI CANDIDATO PREMIER

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Tra le note dell’inno di Mameli, giorno 26 gennaio, prende ufficialmente avvio la campagna elettorale di Fratelli d’Italia, presso palazzo dei Congressi a Roma. Anche Giovanni Moscato,candidato di Fratelli d’Italia alla camera e al secondo posto utile, ha partecipato all’appuntamento convocato in vista delle elezioni del 24 e 25 febbraio. Fratelli d’Italia è il progetto, come dichiarato da Ignazio La Russa, per «dare voce all’Italia offesa e far rinascere il centrodestra che avremmo voluto», dichiarazioni queste condivise da Giovanni Moscato, il quale in diretta da Roma ha commentato la kermesse su twitter, condividendo le proprie emozioni passo dopo passo con i cittadini. «Un incontro intenso, fatto di una politica passionale, sentita, partecipata che considera come unico privilegio stare in mezzo ai cittadini»- dichiara Giovanni Moscato- «piuttosto che le ostriche e lo champagne: una politica che deve essere prima di tutto etica e al servizio degli Italiani». «Scegliere la premiership di Giorgia Meloni» – aggiunge chiaramente Moscato- «significa essere contro l’oligarca Monti, equivale a dire stop agli aiuti di Stato per le banche che non aiutano le imprese e le famiglie italiane. Il governo Monti ha dimostrato di essere forte con i deboli e debole con i forti, ha dimostrato di pensare più a fare quadrare i numeri contabili che il benessere degli italiani con un aumento assurdo della pressione fiscale» Il territorio ibleo è al centro ancora una volta delle dichiarazioni di Moscato, il quale conclude: «Fratelli d’Italia è un movimento che ha deciso di puntare sul merito, onestà e partecipazione che non possono essere concetti astratti, come, purtroppo, spesso accaduto negli ultimi anni della politica italiana, bensì caposaldi della nostra sfida politica. Nelle nostre liste non ci sono veline, né raccomandati né condannati né indagati, ma numerosi giovani e amministratori locali che ogni giorno toccano con mano le difficoltà del nostro popolo invece di frequentare i salotti buoni dei poteri forti.»

 

 

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