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G I U L I A N A
20 Dic 2012 19:11
Michele tutte le volte che riusciva ad avere un permesso di sole 24 ore, prima da Como poi da Alessandria correva subito a Genova dalla sua amata Giuliana.
Quanti arrivederci che sembravano addii e ogni volta lei con pazienza ha saputo aspettare. Nessun’altra donna sarebbe riuscita ad attendere per ben cinque anni se non ci fosse stato un profondo amore. Lei con la sua bellezza l’ha fatto, nonostante tutte le incertezze del futuro.
Michele non aveva seguito il corso di allievo ufficiale ritenendo, come soldato semplice, di riuscire a essere più vicino a Genova. Lui, infatti, si era iscritto a un corso di tecnica aziendale col preciso scopo di ottenere, per motivi di studio, il trasferito da Alessandria, sua ultima destinazione dopo il C.A.R., al 157° Reggimento Fanteria di Genova presso la Caserma di Sturla che fortunatamente si trovava vicino l’abitazione di Giuliana.
Questa sistemazione però l’ha costretto, come mortaista da 81, a dover trasportare sulle spalle attraverso le montagne Liguri un pezzo di mortaio da 24 kg.
Inoltre Michele nel mese di Agosto assieme al suo Battaglione è andato al campo manovre a Chioraira, un paesino sulle montagne di Ormea in Piemonte. Per lui è stato duro, era costretto a marciare tutto il giorno e la sera stremato dormiva nella tenda assieme ad altri tre commilitoni.
Durante questo periodo, accadde un altro fatto che diede a Michele la possibilità di conoscere più a fondo se stesso.
Era una calda notte di agosto, lo stesso mese di quando morì suo papà, lui stava facendo il turno di guardia e mentre il suo passo penetrava nell’oscurità, quella sera non c’era la luna e le stelle brillavano di più, Michele col piede scontrò qualcosa,si chinò a raccoglierla, era un sacchetto di carta, mise la mano dentro ed esclamò: ”Ma questi sono soldi, tanti soldi”. Per Michele quella notte fu la prova del fuoco, mentre fisicamente era presente in quel posto a fare la sentinella, la sua mente fantasticava: “Questi soldi li ho trovati e sono miei, mi risolverebbero tanti problemi. No, non posso tenerli, non sono miei, non è onesto. Ma tanto non mi ha visto nessuno”.
Finalmente le prime luci dell’alba fecero scomparire quell’incubo e con lucidità andò subito dal Tenente a portare tutto il denaro.
Nella tarda mattinata il Maggiore, Comandante del Battaglione, lo chiamò e gli disse: “Soldato ti ringrazio, hai salvato il mio stipendio, pensavo di averlo perso in paese. Hai fatto un bel gesto e per questo ti voglio premiare. Ecco qui un permesso di 48 ore, vai”.
Michele non se l’è fatto ripetere due volte ed è subito scappato a Genova dalla sua Giuliana. Anche questa sua azione, valorizzata maggiormente dal suo travaglio notturno, ha dato a Michele una grande ricchezza. Il saper parlare con se stesso, il poter dimostrare di possedere una grande personalità e di non essere un debole gli hanno dimostrato di dover avere la massima stima di se stesso.
Naturalmente poter inserire nel libro della propria vita qualche pagina con questi valori fondamentali arricchisce la nostra esistenza.
Nel Febbraio del 1963, finalmente lui, con qualche mese di anticipo, fu congedato e dopo qualche mese cominciò a lavorare in una grossa Azienda Genovese.
Il loro destino non ha concesso nessuna variante, lei ha preferito Michele e lui per questo è stato molto grato alla sua amata.
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