Le nanoplastiche sono state rilevate nel sangue umano e perfino nella placenta. Un tema sempre più centrale nel dibattito scientifico internazionale e che è arrivato anche al Parlamento Europeo, dove il professor Antonio Ragusa ha acceso i riflettori sui possibili rischi per la salute pubblica. Secondo gli studi presentati nel corso dell’incontro, le particelle di […]
ENZO PELLIGRA SULL’UNIVERSITÀ A RAGUSA E LA MARCIA INDIETRO DELL’ATENEO ETNEO
11 Ago 2012 16:43
In seguito alla decisione dell’Ateneo di Catania di fare marcia indietro rispetto all’ipotesi di accordo transattivo con l’Università di Ragusa raggiunto in un primo momento fra le parti, la vicenda continua ad assumere col passare del tempo sempre più aspetti inquietanti. A tal proposito Enzo Pelligra, presidente dell’associazione politico-cultura “Pensare ibleo” ha detto: “Non è davvero possibile. Continuare ad essere ritenuti provincia babba dove tutti si permettono la qualunque. E’ arrivato il momento di dire basta. Ritengo che non sia mai utile fare polemica quanto piuttosto cercare sempre di addivenire a miti consigli. Ma davanti a certe situazioni, come questa, non possiamo non indignarci.”
Pelligra dice infatti di essere rimasto basito di fronte a questa nuova evenienza: tutto infatti sembrava risolto, ciascuna delle parti in causa aveva espresso il proprio apprezzamento per il percorso individuato e invece, all’ultimo momento, l’Ateneo catanese si tira indietro per un intoppo burocratico chiedendo inoltre il parere dei revisori dei conti che non potrà arrivare in tempi brevi in quanto gli stessi sono in ferie.
Probabilmente dunque tutto sarà rinviato agli inizi di settembre contribuendo a far perdere l’opportunità di fare partire nei tempi dovuti la struttura didattica speciale in Lingue e condannando la stessa, se tutto va bene, ad un anno di oblio: “Qualcosa qui non funziona – continua Pelligra – e seguitano a trattarci a pesci in faccia, anche quando non ce lo meritiamo. Come associazione confermiamo l’avvio della sottoscrizione popolare per contribuire, per quanto sarà possibile, a ridurre il debito che il Consorzio universitario nutre nei confronti dell’Ateneo. Sappia, però, fin da ora il rettore Recca, e tutti gli altri che, a questo punto, dobbiamo ritenere stiano tramando per eliminare questa presenza prestigiosa sul nostro territorio e che Pensare Ibleo farà l’impossibile per difendere il posto di lavoro delle trentuno unità al momento in forza presso l’ente consortile.”
Enzo Pelligra spiega poi come non sia possibile minimamente consentire che si metta in discussione un solo posto di lavoro in un momento di grave crisi come questo in cui c’è bisogno del sostegno e dell’aiuto di tutti per riuscire ad arrivare a fine mese: solo così l’Università di Catania saprà che non avrà più a che fare con una provincia babba: “A noi ora resta ancora un interrogativo da sciogliere ovvero, dove sono i nostri politici? Ad incatenarsi dinanzi la sede del Consorzio per protestare contro quest’ennesima trovata dell’Ateneo oppure a farsi i bagni a mare? Qualcuno ce lo dica, per favore”.
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