Emergenza 118 in Sicilia: troppe ambulanze senza medico, allarme sulle vite a rischio

La sanità siciliana continua a fare i conti con gravi criticità strutturali, non solo negli ospedali e nei pronto soccorso, ma anche nei servizi di emergenza sul territorio. A lanciare un nuovo allarme è il Partito Democratico siciliano, che denuncia una situazione definita senza mezzi termini un vero e proprio “buco nero”.
Secondo i dati diffusi dal segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, su 252 ambulanze del 118 attive in Sicilia, solo poco più di 100 viaggiano con un medico a bordo. Una carenza che si attesterebbe intorno al 40%, con conseguenze dirette sulla capacità di risposta alle emergenze, soprattutto nelle aree interne dell’Isola. Un vuoto di organico che pesa sull’emergenza
Per garantire una copertura completa dei turni e un servizio adeguato, sarebbero necessari 590 medici, ma quelli attualmente in servizio sono circa 400. Un divario che, secondo il Pd, si traduce in un progressivo depotenziamento dei servizi territoriali e in una riduzione della sicurezza per i cittadini.
La mancanza di personale medico sulle ambulanze del 118 rischia infatti di compromettere la tempestività e l’efficacia degli interventi di primo soccorso, soprattutto nei casi più gravi, dove la presenza di un medico può fare la differenza tra la vita e la morte. I casi nelle aree interne
A sostegno della denuncia, Barbagallo richiama episodi avvenuti negli ultimi mesi in diversi territori siciliani, tra cui Scicli, Adrano, Bronte e Randazzo. In queste località, in seguito a gravi incidenti stradali, sarebbe stata inviata un’ambulanza priva di medico a bordo. In almeno uno dei casi, per il ferito non ci sarebbe stato nulla da fare.
Episodi che, secondo il Pd, evidenziano in modo drammatico come il depotenziamento del servizio di emergenza colpisca in particolare le aree interne, già penalizzate da carenze infrastrutturali e difficoltà di accesso ai presidi sanitari. La chiusura delle postazioni e la protesta annunciata
Alla carenza di personale si aggiunge anche la chiusura di presidi territoriali, come la recente soppressione, a inizio anno, della postazione di ambulanza medicalizzata 118 a Riposto, che avrebbe ulteriormente indebolito un territorio già considerato fragile sotto il profilo dei servizi sanitari.
Il segretario regionale del Pd annuncia quindi una mobilitazione a tutela della salute dei cittadini siciliani, per chiedere il ripristino immediato dei servizi di primo soccorso ed emergenza soppressi o depotenziati. Accuse alla Regione
Nel mirino del Pd finisce la Regione Siciliana, accusata di essere “sorda” di fronte alle criticità e di continuare a smantellare la rete dell’assistenza sanitaria territoriale. Barbagallo punta il dito anche contro alcuni amministratori locali ed esponenti della maggioranza di centrodestra, accusati di chiedere interventi solo ora, dopo aver sostenuto le scelte che hanno portato all’attuale situazione.
“Occorre più senso delle istituzioni, maggiore tutela della cittadinanza e meno ipocrisia”, è l’appello finale del Pd, che ribadisce come i presidi territoriali di prossimità non debbano chiudere, soprattutto in una regione vasta e complessa come la Sicilia.
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