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Serra Yilmaz incanta Scicli: “Cara Istanbul” presentato nella cripta del Carmine
02 Mar 2026 11:32
Un luogo, la Cripta del Carmine, pensato negli ultimi mesi dalla Mondadori store di palazzo Scimone a Scicli come culla (fisica) di cultura e che tale si sta rivelando in una città dove si è vissuti e si vive di filmografia non tralasciando, nel tempo, l’amore per la lettura, per l’arte, per quanto di bello c’è nel connubio fra chi offre e chi riceve. La presentazione del libro “Cara Istanbul” di Serra Yilmaz è stato un evento culturale di indubbio valore. Dopo Siracusa, la sua presenza a Scicli, con l’attrice, regista e traduttrice turca, musa del regista Ferzan Özpetek intervistata dal giornalista Enzo Scarso in un dialogo aperto apprezzato dal numeroso pubblico. Sei gli incontri con i lettori che Serra Yilmaz tiene in questi giorni in Sicilia. L’ultima sua fatica letteraria è “Cara Istanbul”, la terza dopo la prima del 2009 scritta a quattro mani con Andreina Switch dal titolo “Una donna turchese” in cui parla anche delle condizioni delle donne in Turchia e la seconda “Per il momento è tutto” scritto con Emine Usakligil e dedicato ai turbolenti cambiamenti di Istanbul. “Ci sono libri che sin dalla prima pagina riescono a catturare l’attenzione e respirare subito l’aria del posto che vivi e che leggi. E’ il caso di ‘Cara Istanbul’ di Serra Yilmaz il libro da leggere tutto d’un fiato che di catapulta forse in una città che non esiste più” – è il commento di Enzo Scarso al lavoro letterario della scrittrice turca che ha scelto di vivere in Italia a Firenze e che ha dedicato il suo libro alla figlia Ayse con una lettera d’amore in cui racconta la Istanbul di una volta alla gioventù di oggi come luogo del cuore, il luogo del suo vissuto. “Tanta (tanta) gente, ieri sera a Scicli per Serra Ylmaz che ci ha parlato di malattia, delle liti con Ozpetek, di una generazione di ragazzi Turchi che ha conosciuto solo la politica del dittatore Erdogan, dell’amicizia con Stefano Accorsi, di cucina…proprio una bella serata!” – ha commentato così Marco Causarano alla fine dell’incontro scrittrice-lettori che nella città di Montalbano non è passato inosservato e che sarà ricordato come uno dei più raffinati momenti culturali vissuti nella terra di Piero Guccione e del suo Gruppo di Scicli.


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